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Parà ucciso in Afghanistan

uno dei sei militari era del Viterbese

Aveva 26 anni ed era originario di Lubriano in provincia di Viterbo, è uno dei sei militari italiani morti nell'attentato di Kabul, in Afghanistan. Si tratta del caporal maggiore Giannantonio Pistonami in servizio presso il 186/mo Folgore di stanza a Siena.

Era figlio unico ed era fidanzato con una ragazza di Lubriano. Giannantonio era nato nell'ospedale di Orvieto (Terni), in quanto Lubriano, paese di meno di mille abitanti affacciato sulla Valle dei Calanchi, si trova al confine tra il Viterbese e il Ternano. Ma soltanto un mese dopo la sua nascita, il 16 giugno, si era trasferito con la famiglia in provincia di Viterbo, a Lubriano.

La notizia è arrivata in tarda mattinata a Campo Rena, una frazione di Lubriano, paesino di mille abitanti dove il giovane parà viveva coi genitori. Giandomenico era partito militare di leva a 19 anni e non aveva più lasciato la divisa.

In un'intervista a L'Espresso il 3 agosto scorso il suo impegno in Afghanistan, pochi giorni dopo la morte del caporalmaggiore Di Lisio, aveva detto: "Vado in pattuglia tutti i giorni per scortare materiali e persone. Sono un mitragliere e sto sulla torretta, il luogo più esposto e più pericoloso - aveva detto a dopo la morte di un compagno - Ho la visuale più ampia e posso fermare veicoli o persone con un gesto". Il posto occupato dal sottufficiale sui blindati, chiamato in gergo la "ralla", ha anche un´altra definizione: il sedile della morte. "Purtroppo la mia famiglia guarda i telegiornali - aveva aggiunto con un sorriso - ma quando mi sentono si tranquillizzano, per fortuna ci sono internet e il telefono".

[18-09-2009]

 
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