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Roma contestata a Trigoria

bombe carta e fumogeni

Sono circa 500 i tifosi giallorossi schierati da sabato mattina a Trigoria, a qualche decina di metri dai cancelli del "Fulvio Bernardini", per l'ultima clamorosa contestazione contro la società giallorossa e il suo presidente, Rosella Sensi. Clima teso al centro sportivo sede degli allenamenti giallorossi. Alcuni tifosi hanno lanciato bombe carte e fumogeni e intonato cori polemici nei confronti del presidente Rosella Sensi. La polizia presidia la zona ed evita che i tifosi possano avvicinarsi ulteriormente al varco d'ingresso del centro sportivo.

"Tutti insieme per dire Vattene", è lo slogan coniato da alcuni gruppi della curva nord per mettere in atto la contestazione nei confronti dell'attuale proprietà, dopo che già due giorni fa, dopo la nomina del nuovo allenatore Claudio Ranieri, sui muri del centro sportivo erano comparse scritte ingiuriose.

Nel frattempo, in nottata, alcuni tifosi della Roma hanno esposto uno striscione davanti Villa Pacelli (residenza della famiglia Sensi) contro la dirigenza, con scritto "Rosella Vattene". Già da ieri le forze dell'ordine hanno blindato il centro tecnico "Bernardini", dove alcune transenne impediscono di arrivare fino al cancello d'ingresso. Gli striscioni di contestazione fanno il paio con quelli del due settembre, giorno della presentazione di Ranieri e dell'addio di Spalletti.

L'aria intorno alla A.s. Roma non migliora. Venerdì erano apparse due nuove scritte fuori dai cancelli del centro di Trigoria: "Spalletti si è dimesso... squadra, staff e società annateje appresso".

Le dimissioni di Spalletti hanno aumentato, in gran parte della tifoseria, il malcontento per una società che non ha investito sul mercato e ha anche venduto Aquilani, uno dei tre romani intoccabili.

[05-09-2009]

 
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