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La mappa delle occupazioni a Roma

cresce ''la fame'' per una casa

Chi non può acquistare una casa o pagare un fitto ricorre all'illegalità, all'occupazione per esempio di un ex commissariato di polizia, di un immobile della Banca d'Italia, dei padiglioni dimessi di un ospedale o di un edifcio dell'Inpdap.

C'è anche questo nella mappa delle occupazioni del popolo dei senza casa, una mappa che, secondo la nuova politica varata dal Campidoglio, dovrebbe sfoltirsi sempre più già dalle prossime settimane.

Il blitz all'ex complesso dell' Regina Elena, avvenuto ieri mattina, sembra il primo di una lunga serie visto che il Prefetto Giuseppe Pecoraro ha preannunciato altri sgomberi per ripristinare la legalità in situazioni come quelle dell'ex ospedale.
Sono una ottantina le occupazioni in tutta la città; i municipi  che contano più edifici presi abusivamente sono il VII e IV, ma centro e periferia contano in maniera omogenea situazioni che richiederebbero l'intervento dell'assessorato capitolino alla casa, piuttosto che quello della forza pubblica, anche per evitare che nascano formazioni “ professioniste” nel gestire la rabbia di chi è senza casa. 

A Roma  la fame di case popolari è forte, sono migliaia le famiglie che non hanno casa, per le quali, con la crisi economica, si allontana sempre più la possibilità di pagare un affitto. 

La decisione di intensificare gli sgomberi farà aumentare la tensione sopratutto nei punti più caldi delle occupazioni: l'Horus club a piazza Sempione, sgomberato a ottobre scorso e rioccupato e a Torre Maura, dove 250 immigrati vivono da anni in un palazzo di proprietà dell'Inpdap    

[02-09-2009]

 
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