Giornale di informazione di Roma - Martedi 12 dicembre 2017
 
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Il pallonaro Roma
 
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Roma, la Juve Ŕ troppo forte

I giallorossi reggono un tempo, poi dilagano gli uomini di Ferrara. Squadra contratta.

Un bruttissimo passo falso, il secondo in sette giorni, per la Roma di Spalletti. La Juventus (se qualcuno aveva dubbi) non è formazione alla portata dei giallorossi, e su un ambiente già scettico per i buchi tecnici e tattici e per una società latitante la parola crisi già aleggia pericolosa.

 

Luciano Spalletti sfodera subito due sorprese: Julio Sergio in porta al posto del titubante Artur, e Perrotta a metà campo: come modulo, il 4-4-2, con esterni di centrocampo stretti. Ferrara sceglie invece Iaquinta accanto ad Amauri, con Del Piero relegato in panchina, mentre a centrocampo c’è Tiago. Complice il modulo molto chiuso della Roma, la prima parte di gara è intensa ma molto equilibrata, con i giallorossi troppo contratti sulle fasce (Perrotta fuori ruolo e fuori fase). Il primo tentativo è della Juve, con il cross di Iaquinta per Amauri che non arriva. Ben più pericoloso, al 21’, il colpo di testa di Chiellini su punizione di Diego, con Julio Sergio che compie un miracolo. E’ il presagio del gol, che rompe un equilibrio che sembrava solido e che arriva nel modo più rocambolesco: su azione offensiva della Roma, incredibile svarione di Cassetti che regala palla a Diego, che parte da centrocampo, resiste a Riise e batte a tu per tu il portiere giallorosso. La Roma accusa il colpo, ed evidenzia tutte le difficoltà in fase di costruzione (oltre a concedere troppo alla Juve), soprattutto sulla fascia sinistra. C’è bisogno del capolavoro del singolo per togliere le castagne dal fuoco a Spalletti, e quel singolo è Daniele De Rossi, che al 34’ disegna uno strepitoso destro dai 25 metri che batte Buffon. Il finale è decisamente più movimentato (e un po’ nervoso). Al 37’ ancora Julio Sergio si distingue su colpo di testa di Amauri, mentre al 42’, su difesa della Roma mal piazzata, la ripartenza bianconera rischia di essere fatale: il destro a giro del centravanti italo-brasiliano, però, centra il palo. Proprio allo scadere, l’occasionissima per la Roma: Taddei lancia in contropiede Menez, che serve un pallone d’oro a Francesco Totti. Il capitano, però, a tu per tu con Buffon si fa ipnotizzare dal portierone della nazionale. Il risultato di parità, in ogni caso, è giusto.

 

Il secondo tempo parte con Tonetto al posto di uno spento Taddei. Ma la Roma parte assai più contratta che nella prima parte di gara, e la Juve recupera metri pian piano. Al 54’ Amauri, favorito da un rimpallo, va al tiro da distanza ravvicinata, ma Julio Sergio si oppone di piede. Due minuti dopo è invece Burdisso a effettuare un recupero strepitoso su Iaquinta lanciato a rete. Al 66’ ancora il portiere giallorosso si oppone ad Amauri, che stavolta prova di testa. Il raddoppio bianconero è nell’aria, e arriva al 67’, con Diego che pesca ancora una volta la difesa giallorossa scoperta, ubriaca di finte Mexes e infila Julio Sergio. I giallorossi, colpiti e intimoriti, provano un abbozzo di reazione, con Spalletti che molto tardivamente prova a inserire Vucinic al posto di Riise, spostando Tonetto in difesa. Ci prova Menez (peggio rispetto a Genova) con uno spunto personale, ma il diagonale va a lato. Al 73’ Vucinic viene pescato in area da un bel cross di Tonetto, ma la palla esce di un soffio. L’unico lampo di Francesco Totti, decisamente in giornata no, è un gran destro dal limite che centra il palo a Buffon battuto. Nel finale spazio per Cerci, volenteroso ma intimorito, mentre la Roma si spegne, e la Juve colpisce ancora con Felipe Melo in contropiede.

 

Alla seconda di campionato la situazione è subito delicata: zero punti in due partite, che, pur difficili, pesano su una squadra inspiegabilmente terrorizzata dall’avversario, scesa in campo chiaramente con l’idea di limitare i danni, e su un contesto societario disastroso. Grosse perplessità anche sul piano tattico (con Diego a fare ciò che voleva) e sulle scelte di Luciano Spalletti. Unica nota positiva della giornata la prestazione di Julio Sergio. Ora ci sono quindici giorni per riflettere, e per non ridimensionare gli obiettivi (almeno dal punto di vista mentale) dopo appena 180 minuti.

 

Simone Luciani

ROMA: Julio Sergio; Cassetti, Mexes, Burdisso, Riise (26' s.t. Vucinic); De Rossi; Taddei (1' s.t. Tonetto), Pizarro, Perrotta (36' s.t. Cerci), Menez; Totti. (Artur, Motta, Juan, Guberti). All. Spalletti.

JUVENTUS: Buffon; Grygera, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie (29' s.t. Legrottaglie); Tiago, Felipe Melo, Marchisio (17' s.t. Camoranesi); Diego (40' s.t. Poulsen); Amauri, Iaquinta. (Manninger, Molinaro, Del Piero, Trezeguet). All. Ferrara. ARBITRO: Rocchi.

MARCATORI: Diego (J) al 25', De Rossi (R) al 35' p.t.; Diego (J) al 23', Felipe Melo (J) al 48' s.t.

NOTE: pomeriggio caldo, terreno in discrete condizioni. Spettatori 70.000 circa. Ammoniti: Tiago, De Rossi, Taddei, Diego, Perrotta, Marchisio, Grygera. Recupero: 1' p.t.; 5' s.t.

[30-08-2009]

 
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