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La ricerca della felicitÓ

di Gabriele Muccino. Con Will Smith, Jaden Smith, Thandie Newton

di Svevo Moltrasio

Chris Gardner si ritrova senza lavoro e senza moglie e con un figlioletto sulle spalle. Le sfortune sembrano non finire mai e la vita del ragazzo rischia un tragico epilogo: ma l’America è buona e piena di sorprese, almeno per chi sa risolvere il cubo di Rubik.

LA RICERCA DELLA FELICITA’, primo film americano di Gabriele Muccino, ha sbancato al box office statunitense pur non convincendo la critica - che ha sottolineato solo la prova di Will Smith - che paradossalmente è stata più benevola proprio qui in Italia. Paradossalmente visto come il film racconta la realizzazione del classico sogno americano, già tante volte portato sul grande schermo, e a cui ad oggi non pare credere proprio più nessuno, soprattutto se ancora ci racconta che i soldi e il lavoro fanno la felicità. Diciamolo subito: dietro la messa in scena di questa favola si riconosce ben poco la mano di un europeo e ancor meno quella di un vero autore.

Difatti la regia di Muccino è piuttosto anonima e schiacciata da una brutta sceneggiatura che inanella una serie di sfortunati eventi nell’attesa dell’inevitabile lieto fine. Il poco che riesce al regista romano è di smussare la retorica e l’enfasi della pellicola, rendendo però ancor meno appassionante questa storia ambientata nella San Francisco dei primi anni ’80. Ma le cose peggiori del film sono riscontrabili nelle scontate contrapposizioni su cui troppo spesso sono costruite le scene - pensiamo alla macchina con tanto di yuppies allegri che sfreccia davanti alla fila dei barboni in attesa di una stanza, o al faccione sorridente di Magic Johnson più volte inquadrato nella casa dell’inquieto Smith - e ancora in un cattivo gusto, spesso anche ironico, che porta a descrivere come matti, ladri ed egoisti i poveri, contrapposti alla classe alta - il mondo economico della borsa - che invece non pare difettare in simpatia, humour e bontà.

E se il film pare disinteressarsi di qualsiasi altro personaggio al di fuori di padre e figlio - la madre, interpretata da un’insopportabile Thandie Newton, sparisce dopo pochi minuti senza lasciare traccia - nella seconda parte vede crescere vertiginosamente l’utilizzo di hit musicali dell’epoca. Insomma in Italia siamo sempre stati pronti a sbeffeggiare pellicole di questo tipo, ironizzando senza paura sull’ingenuo american dream, ma adesso che è proprio un italiano a raccontarlo pare che in molti si sforzino di riconoscergli una dignità morale e cinematografica.

 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - muccino - smith
 

[19-01-2007]

 
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