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Up

di Pete Docter e Bob Peterson

 di Svevo Moltrasio 

Un anziano venditore di palloncini in pensione insegue il sogno di tutta la vita partendo in viaggio, con la propria casa sollevata da una miriade di palloncini colorati, verso un mondo paradisiaco. Ad accompagnarlo nell’avventura un simpatico bambino..

La nuova opera della Pixar, che segue di un anno WALL-E, è stata presentata in anteprima all’ultimo Festival di Cannes: la regia questa volta è stata affidata a Pete Docter, alla seconda prova dopo MONSTER & CO. Accolto dai favori della critica, sia a Cannes che in patria, il film ha fatto segnare anche i soliti ottimi incassi dei prodotti Pixar che per la prima volta sfrutta la tecnica del 3D.

Il protagonista di questa incredibile avventura è un vedovo vecchietto, descritto con tutte le qualità del grande cinema hollywoodiano – con echi dell’ Eastwood di GRAN TORINO – che si ritrova a viaggiare per il mondo. Una scelta in partenza azzardata quella di affidare il ruolo principale di un cartone animato ad un personaggio anziano, ma che si rivela perfetta grazie anche all’interazione con un bambino cicciottello, compagno di viaggio inatteso ma prezioso. Da questo connubio nasce uno dei temi portanti del film, con un’amicizia che supera le barriere generazionali a favore di una straordinaria solidarietà.

Ma dentro UP c’è tanto altro: sogni irragiungibili, elaborazione del lutto, solitudine, sono argomenti trattati con sensibilità senza mai dimenticare il divertimento puro. L’alternanza tra spettacolo e riflessione, ironia e malinconia, raggiunge qui vette meravigliose, con sequenze indimenticabili – da brividi quella che riassume in pochi minuti la storia d’amore tra il protagonista e la moglie -. Cinema che abbraccia tutti i gusti e tutte le età, incredibilmente commovente e divertente, visivamente ricco in ogni particolare. Capolavoro.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[01-08-2009]

 
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