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Le Luci della Sera

di Aki Kaurismaki. Con Janne Hyytiainen

Il guardiano notturno Koistinen stanco del proprio lavoro vorrebbe mettersi in proprio, ma finisce in prigione dopo essersi innamorato di una donna che in realtà lo usa per una rapina: solo un’amica gli resterà accanto e forse saprà anche come aiutarlo.

Il nuovo film del regista finlandese Aki Kaurismaki, presentato all’ultimo festival di Cannes, segue a quattro anni di distanza il riuscito L’UOMO SENZA PASSATO. Lo stile di LE LUCI DELLA SERA non presenta grandi novità rispetto all’opera precedente e il regista come sempre riduce al minimo indispensabile sia la scrittura dei dialoghi che l’espressività degli attori.

Che la traccia narrativa viene dal cinema noir ovviamente non deve ingannare: Kaurismaki non è interessato dallo svolgimento della trama e non si preoccupa di rendere gli avvenimenti avvincenti, bensì concentra tutta la sua attenzione sulla descrizione del protagonista e dell’ambiente che lo circonda. Il risultato è il tratteggio di un perdente senza speranza: il povero Koistinen perde due volte il lavoro per colpa di una donna che finge di amarlo, finisce in galera e ogni volta che cerca di ricominciare una vita si ritrova, anche fisicamente, sbattuto per terra. Il ritratto che ne esce, nonostante un finale quasi aperto, è di un raro pessimismo condito sapientemente con ironia.

Fa davvero impressione vedere LE LUCI DELLA SERA a breve distanza dall’ultimo lavoro di Muccino: la fiducia, la retorica e la furbizia del film americano si trasformano qui in sfiducia, austerità ed essenzialità. Certo non è un cinema per tutti i gusti e l’andatura delle disavventure, cui il protagonista solo a volte cerca di opporsi, lascia trapelare una certa freddezza programmatica che rischia di non appassionare.

**1/2

Svevo Moltrasio

[19-01-2007]

 
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