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Calano gli aborti nel Lazio

ma Ŕ boom di obiettori di coscienza

Calano ancora le interruzioni volontarie di gravidanza nel Lazio. Secondo la relazione annuale al Parlamento del Ministero del Welfare sull'applicazione della legge 194, infatti, gli aborti passano in regione da 14.716 del 2007 ai 13.657 del 2008, con un decremento del 7,2%.

Il  (ovvero il tasso per 1000 donne comprese fra i 15 e i 49 anni) scende del 7,9%, anche se il valore registrato del 10,2 continua a essere uno dei più alti d'Italia. Questi dati, tuttavia, vanno letti tenendo presente che anche nel Lazio pesa molto l'incidenza delle donne straniere, che, a livello nazionale, rappresentano un terzo di coloro che si sottopongono a interruzione di gravidanza.

Il dato che caratterizza negativamente il Lazio, tuttavia, è quello del personale obiettore di coscienza, la cui percentuale rappresenta un record a livello nazionale: l'85,6% dei ginecologi, infatti, non effettua aborti, contro una media nazionale del 70,5% (dato in forte ascesa). Meglio fra gli anestesisti-rianimatori e fra gli infermieri, ma in concreto resta il fatto che quasi 9 ginecologi su 10 non effettuano aborti.

"Arrivare in regioni dove c'e' l'80 per cento di medici che fanno obiezioni di coscienza”, osserva il decano della ginecologia Carlo Flamigni “è terribile: si mette a repentaglio la salute della gente, si cominciano a spedire le donne all'estero.” La soluzione? “È ora di rivedere questo problema: se astenersi dall'interrompere la gravidanza aveva un senso quando e' arrivata la legge, che ha sorpreso vecchi ginecologi ai quali ripugnava accettare cose che trovavano moralmente inaccettabili, oggi non è così. Oggi quando un medico vuol fare il ginecologo vuol dire che si vuole occupare della salute delle donne, e la legge 194 si occupa di salute delle donne. Vada a fare un'altra cosa, faccia il pediatra o l'anestesista, ma non si occupi della salute delle donne se ha deciso di occuparsene fino a un certo punto e non al di là di quel punto. Gli ospedali debbono garantire alle donne trattamenti equi, rapidi e fatti da persone competenti. Ho la sensazione che in alcune nostre regioni non sia più così."

A livello nazionale, non solo è confermato il costante trend di discesa del numero di interruzioni di gravidanza, ma nel 2008 si è registrato un vero e proprio abbattimento degli aborti, che passano da 126.500 a 121.406. Poco più della metà rispetto al 1982, anno in cui si raggiunse il massimo storico.

Simone Luciani

[30-07-2009]

 
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