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Troppu trafficu pi' nnenti

Un mistero dietro la vita e le opere di Shakespeare nel testo di Camilleri

Un mistero si celerebbe dietro la vita e le opere di Shakespeare. Lo scrittore Andrea Camilleri e il regista Giuseppe Dipasquale si divertono a metterlo in scena con il secondo spettacolo in programma al Silvano Toti Globe Theatre in scena fino al 22 luglio, “Troppu trafficu pì nnenti”, una produzione del Teatro Stabile di Catania.

Strane coincidenze parlerebbero di uno Shakespeare in realtà siciliano, un tale Michele Agnolo (o Michelangelo) Florio (Crollalanza dal lato materno) che, per sfuggire alle persecuzioni religiose, visse tra Messina, Venezia, Verona, Stratford e Londra. Crollalanza fu autore di molte tragedie e commedie, alcune delle quali sembrano essere la versione originaria di altre ben note opere attribuite a Shakespeare, come “Troppu trafficu pì nnenti”, scritta in messinese, che potrebbe essere l’originale di “Troppo rumore per nulla” di Shakespeare, apparsa 50 anni dopo.

A Stratford Crollalanza fu ospite di un oste che prese a chiamarlo affettuosamente "William", in ricordo del figlio morto. A quel punto bastò tradurre in inglese il cognome della madre (da "Scrolla lanza" o "scrolla la lancia" in "shake the speare" o "shake speare") ed ecco il nuovo cognome "Shakespeare". Nacque così William Shakespeare, non più perseguibile come quacquero fuggiasco, ma costretto a tenere il mistero sulla sua vera identità e sulle sue origini.

E in “Troppu trafficu pì nnenti” Crollalanza-Shakespeare immagina una Messina esotica, viva, crocevia di magheggi che trasformano una festa nuziale in una giostra degli intrichi. E noi la immaginiamo seguendo quel dialetto carico di umori e ambiguità che dipana le trame di una vicenda originariamente semplice, ma dai risvolti complicatissimi. Immaginiamo che tutto ciò sia il frutto di un carattere tipicamente mediterraneo, se non propriamente siciliano ed ecco che potremo anche credere, anche solo per una volta, che William Shakespeare, di Stratford- on Avon, sia potuto essere quel tale Michele Angelo Florio Crollalanza partito in fuga da Messina.

Merito particolare di questo spettacolo è la lingua siciliana illustre ricostruita nelle sue risvolti più nobili, con qualche spazio per la modernità del proverbiare e scelte fonetiche che oggi appaiono insolite, ma che dovevano essere consuete in corti dove il latino era la lingua diplomatica. Una solennità che scompare nei riquadri burleschi utilizzati dal Bardo anche nelle storie più cupe per stemperarne l'amaro.

La programmazione estiva del Globe Theatre, “Shakespeare in Globe!”, è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, l’organizzazione e la comunicazione sono a cura di Zètema Progetto Cultura.  
 
 

[17-07-2009]

 
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