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Mobilitazione contro il presunto stupratore

gruppi su facebook che chiedono castrazione chimica

Arriva soprattutto dal web la mobilitazione contro Luca Bianchini. Sul social network Facebook sono già oltre 600 gli iscritti a tre gruppi appositamente creati per chiedere una condanna esemplare, l’ergastolo e addirittura la pena capitale.

Numerosi anche i messaggi minatori, mentre un paio di forbici allusive sono state postate accanto alla foto del presunto colpevole. Pesantissimi i commenti, qualcuno propende per la castrazione fisica, ma i più chiedono, per Bianchini, quella chimica.

Vediamo allora in cosa consiste questo tipo di trattamento che molti vorrebbero obbligatorio per stupratori e pedofili.

Si tratta di una terapia con la quale si neutralizza il testosterone, l’ormone maschile che sovrintende la sfera sessuale. In pratica, vengono iniettati farmaci come il ciproterone che hanno il potere di inibire il desiderio.

La cura però non è di breve durata, vale a dire che l’efficacia si manifesta solo dopo che i farmaci inibitori sono stati somministrati per un lungo periodo. Né, tanto meno, ha un carattere definitivo, per cui è necessario che il soggetto interessato si sottoponga in maniera costante al trattamento, per evitare il rischio che una volta terminato l’effetto del medicinale, ritorni ad avere pulsioni sessuali.

Attualmente la castrazione chimica è adottata in Svezia, Danimarca, Canada, Gran Bretagna e Spagna ed è approvata in alcuni Stati americani.

 

 

 

 
 

[13-07-2009]

 
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