di Svevo Moltrasio
In un elegante condominio nel centro di Parigi si incrociano le storie di tre personaggi solitari: la piccola Paloma decisa a suicidarsi, la portiera che si divide tra letture e pulizie, e un misterioso signore giapponese.
Adattamento cinematografico del romanzo L'eleganza del riccio della scrittrice francese Mauriel Barbery, bestseller inaspettato, L’ELEGANZA DEL RICCIO è diretto dall’esordiente Mona Achache che ne ha curato anche la sceneggiatura. A dividersi la scena con le francesi Josiane Balasko e la piccola Garance Le Guillermic, il giapponese Togo Igawa visto in tante produzioni hollywoodiane.
L’ennesima trasposizione di un bestseller contemporaneo passa questa volta per una storia malinconica, sospesa in una sorta di favola moderna quasi completamente ambientata in un palazzo. L’abbozzo di storia d’amore tra due esseri solitari, la portiera di un ricco condominio parigino e un inquilino giapponese appena arrivato, segue un percorso di avvicinamento non troppo originale e anche particolarmente improbabile. La passione per la letteratura – oltre che per il cinema d’autore - che caratterizza la donna, sembra un buon espediente di scrittura che pero’ nel film non si fa mai veramente tangibile, inficiando di conseguenza anche la descrizione del sentimento dell’uomo.
Per fortuna la partecipazione della piccola Paloma dà vita ad un curioso triangolo che lascia intravedere qualche buon momento. La regia della Barbery, attenta a non tradire il romanzo, è fin troppo pacata, anche nella direzione degli attori. Un discreto esempio di cinema medio, con qualche ricatto emotivo di troppo cui avrebbe giovato un po’ più di coraggio e verve.

[09-07-2009]
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