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Inchiesta mondiali di nuoto

varato il decreto ''salva piscine''

L’hanno già ribattezzata l’ordinanza salva-piscine. A sorpresa ieri il Consiglio dei ministri ha ampliato i poteri del commissario delegato e modificato i criteri degli appalti per i mondiali di nuoto. Un provvedimento che ora rischia con una mossa sola di vanificare l’inchiesta sugli impianti natatori.

Insomma una sanatoria in grande stile degli abusi edilizi e urbanistici collezionati fino ad oggi. Abusi al centro dell’inchiesta della Procura di Roma, che nei giorni scorsi ha disposto il sequestro di quattro cantieri (Salaria Sport Village, Tevere Remo, Flaminio Sporting club e Agepi) e indagato lo stesso commissario, Claudio Rinaldi, che aveva dato disco verde  ai cantieri malgrado il no della Giunta Veltroni.

Il provvedimento del governo di fatto cassa il meccanismo che prevede,  per la costruzione di impianti privati su aree vincolate dal Piano regolatore, il via libera dell’assessore capitolino all’Urbanistica e della Giunta comunale.

“Si prescinde dall’intesa” recita il testo che, fra le altre cose, indica “la necessità e l’urgenza di velocizzare la procedura” e “la conseguente messa in attività degli impianti natatori, atteso l’imminente inizio del grande evento”.

Insomma i 17 impianti privati (compresi i quattro bloccati dai magistrati) ora hanno tutele carte in regola: vengono equiparati a quelli pubblici e inseriti nel Piano delle Opere approvato con decreto del commissario. Intanto i Verdi annunciano un ricorso collettivo al Tar per chiedere l’annullamento delle sanatorie. Quegli impianti, dice Angelo Bonelli, sono stati “costruiti in zone  a tutela ambientale e a rischio esondazione”. 

[02-07-2009]

 
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