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Il prossimo tuo

di Anne Riitta Ciccone. Con Maya Sansa, Diane Fleri, Jean-Hugues Anglade

di Rosario Sparti 

Jean Paul, reporter francese reduce dalla guerra in Iraq, sembra soffrire di anedonia ed a risvegliarlo riesce solo il sesso virtuale su Internet. Eeva, hostess finlandese, traumatizzata da violenze del passato decide di vivere isolata dal mondo. Maddalena, pittrice romana, sembra invece essere assorbita solo dal mondo dei suoi quadri finché non incontra una ragazzina.

Presentata in anteprima nella sezione Extra dell’ultimo Festival del film di Roma, la pellicola, diretta dalla italo-finlandese Anne Riitta Ciccone, esce solo ora nelle sale, in un periodo poco propizio che rende evidente la miopia di cui soffre il sistema distributivo italiano. Il film sembra essere, nella sua migliore accezione, un classico esempio di cinema d’autore europeo ed a conferma di questo è da sottolinearsi il sistema coproduttivo, che coinvolge più paesi, e la scelta coraggiosa d’evitare il doppiaggio, così da non snaturare la natura dell’opera.

Queste storie ad incastro, sviluppate in maniera creativa dal montaggio, che la regista ci racconta tra giochi del caso, brevi incontri e piccole epifanie sembrano talvolta far pensare al cinema di Kieslowski; così come del regista polacco è un certo pessimismo di fondo, nello sguardo verso il vuoto in cui si dirige la società occidentale, che viene stemperato da un desiderio inclassificabile di spiritualità e da un bagliore di speranza che la conclusione dell’opera ci regala. 

Grazie alla bella fotografia di Fabio Cianchetti, la musica minimale di Franco Piersanti ed una ottima prova dei suoi attori, il film avvolge lo spettatore con queste storie d’uomini, bloccati nello spirito e nelle azioni, così come la vecchia Europa sembra apparire oggi ai nostri occhi.

 

 


Secondo te quanti euro merita??
 

[26-06-2009]

 
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