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Dimezzata la pena al pirata della strada che uccise due fidanzatini

“La giustizia è sotto zero. Non ci avrei mai creduto”

Non più omicidio volontario ma colposo: la pena è stata dimezzata da 10 a 5 anni per Stefano Lucidi, il 35 enne che il 22 maggio 2008 investì e uccise in via Nomentana Alessio Giuliani e Flaminia Giordani.

La sentenza esemplare inflitta in primo grado lo scorso 26 novembre dopo il rito abbreviato dal gup Marina Finiti, che per la prima volta nel nostro paese riconobbe ad un pirata della strada la colpa di omicidio volontario, è stata smontata dalla prima sezione della Corte d'assise d'appello di Roma.

La decisione dei giudici di secondo grado, presieduti da Antonio Cappiello, interrompono di fatto il tentativo di dare avvio a un nuovo corso della giustizia teso ad attribuire valore criminale ad un comportamento ignobile sempre più frequente.

La sera di quel 22 maggio, Stefano Lucidi, che aveva la patente sospesa dal 2001, era in auto con la fidanzata Valentina quando, verso le 22.30, travolse i due fidanzati a bordo di uno scooter all'altezza di viale Regina Margherita e poi fuggì, nonostante la fidanzata lo implorasse di fermarsi.

Sulla sentenza emessa oggi figura la condanna per omicidio colposo con colpa cosciente, ossia con l'aggravante della previsione dell'evento, ritenendo però questa equivalente alle attenuanti generiche.

“La giustizia è sotto zero. Non ci avrei mai creduto” ha detto la mamma di Flaminia, mentre l'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, legale dei due fidanzati ai quali ad un anno dalla morte è stata conferita una laurea alla memoria, ha annunciato il ricorso in Cassazione.

Ma la giornata ha serbato un altro colpo di scena: in aula a sostenere Lucidi è apparso per una breve visita Friedrich Vernarelli sotto processo per analogo reato, accusato di aver travolto due turiste irlandesi sul Lungotevere degli Altoviti e di essere fuggito. I due pirati hanno diviso la stessa cella per un periodo a Regina Coeali, dettaglio ancora più inquietante.

 
 

[18-06-2009]

 
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