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L'assessore Castiglione si dimette? E' giallo

arriva la smentita di Alemanno

Altro che voto “lontano dall'elettorato”: a destra come a sinistra le ultime elezioni stanno creando non pochi problemi a chi governa. A partire dal governo, con la lega che sgomita, fino agli enti locali. Roma e lazio, oltre che calcisticamente, sono divise anche per il colore politico: tuttavia alemanno e marrazzo condividono i malumori del dopo voto.

Stamattina il sindaco non ha fatto in tempo a prendere il caffè che ha dovuto smentire la “voce” secondo la quale l'assessore al bilancio  avrebbe presentato le sue dimissioni: il motivo? Le continue pressioni di due “colonnelli” di quella che fu an, molto forti nella capitale: fabio rampelli e andrea augello, nei giorni scorsi già al centro di un altro “caso”, forse collegato, probabilmente rientrato: quello del mancato appoggio a potito salatto, il candidato al seggio europeo sponsorizzato dal sindaco ed eletto per il rotto della cuffia. Gli allarmi sono rientrati tutti, ma l'impressione è che nel pdl si stia andando ad una fisiologica resa dei conti dopo la fusione tra an e forza italia.

I motivi sono diversi, ma i mugugni in regione hanno lo stesso tono. Marrazzo si trova in mano svariate grane: le principali riguardano l'idv, che dopo l'exploit elettorale reclama visibilità in vista delle prossime regionali; e le pretese di marco di stefano, fatto fuori dall'assessorato al personale dall'area pd veltroniana, e da tempo in predicato di succedere a guido milana, in partenza per strasburgo.

Di Stefano, ex Udc, vanta due buoni crediti: il primo sono i voti, e sono tanti, che saranno fondamentali per la rielezione di marrazzo; il secondo è il trattamento, non proprio galante, che gli hanno riservato i “fratelli” del Pd al momento dell'ultimo rimpasto di giunta. Se di stefano non sarà il prossimo presidente del consiglio regionale il fantozzesco palazzo sulla colombo potrebbe implodere fragorosamente.

Ovviamente c'è il terzo che gode. Ossia l'Udc. Fedele alle indicazioni di casini, il partito di centro va, si fa per dire, dove lo porta il cuore e, sopratutto, dove si prospetta la possibilità di governare: vedi i prossimi ballottaggi per rieti e frosinone, dove l'udc sosterrà il pd. “vendetta tremenda vendetta” ha già giurato l'ex coordinatore romano di fi, francesco giro. Piso e tajani smorzano e “aprono” al dialogo. E se l'estate è la stagione del corteggiamento per eccellenza, per i corridoi della pisana è cominciata con una settimana di anticipo.

 
 

[15-06-2009]

 
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