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Apocalypto

di Mel Gibson. Con Rudy Yougblood

di Svevo Moltrasio 

Durante il declino del popolo Maya un valoroso ragazzo cercherà di sfuggire alla morte e di mettere in salvo figliolo e compagna incinta. Dopo il ridicolo THE PASSION Mel Gibson torna alla regia puntando di nuovo, insieme al suo staff, su di un marketing aggressivo che da mesi sta facendo discutere sulla violenza brutale che il film pare rappresentare. Sebbene gli incassi sono ben al di sotto di quelli ottenuti con l’opera precedente, la fama di APOCALYPTO ha raggiunto l’effetto del film evento.

Anche qui, dopo l’aramaico di Gesù e compagnia, il regista sceglie una lingua arcaica da mettere in bocca ai personaggi, per quel poco che parlano, tanto per rendere più veritiera la rappresentazione storica. Perché Gibson è andato nella giungla a raccontarci del popolo Maya proprio al tramonto della loro cultura? Sembrerebbe per farne una parabola sul degrado della società civilizzata, contrapponendo un sano rapporto con la natura, quello del protagonista e della sua tribù, ad uno più pericoloso e violento, che porta l’uomo ad ambizioni smisurate e sanguinose, rappresentato dal popolo che schiavizza e uccide i più deboli.

La visione del film in realtà rende ben poco di tutto questo, visto come la messa in scena è rozza ed elementare, piena di ripetizioni e sempre alla ricerca dell’effetto e del ritmo in onore dell’abbondanza. La regia di Gibson è tutta incentrata sull’efficacia con pirotecnici movimenti della cinepresa, ralenti, primi piani inquietanti alternati a campi lunghi maestosi. Conferma della sua limitata sensibilità cinematografica sono gli innesti di leggerezza (gli scherzi all’inizio sul sesso e il cibo) o quelli più cupi (le profezie di morte, in bocca ad una bambina come in un horror) che sono le cose meno riuscite del film.

La pellicola ha il pregio di essere completamente vuota a livello narrativo, così che tra inseguimenti, teste mozzate (ma la violenza mostrata è nello standard dei film americani), trucchetti di guerra degni di Rambo, il film si lascia seguire fino alla fine. E il colpo di scena che chiude la caccia al protagonista, da molti segnalato come momento pregno di significato, non è altro che l’ennesimo passaggio di livello di un avvincente videogame.

 


Secondo te quanti euro merita??
 

[13-01-2007]

 
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