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Gheddafi in visita in città

tafferugli all'università

La città universitaria blindata ha accolto la visita del leader libico Muammar Gheddafi. All'interno e tutto intorno a La Sapienza fin dalla mattina transenne, camionette di polizia e carabinieri, presidi sulle vie d'accesso, pattuglie in motocicletta. Forze dell'ordine in tenuta antisommossa per fronteggiare la protesta degli studenti, che hanno lanciato uova e vernice rossa "come simbolo del sangue degli immigrati respinti".

Fuori dall'università, gruppi di manifestanti con cartelli e striscioni. La protesta si è indirizzata contro i poliziotti, "Vergogna, vergogna!". A fare da spalla agli studenti, una delegazione di Action-movimento per la casa che urlava: "Gheddafi e Berlusconi li vogliamo sui gommoni", agitando dei canotti gonfiabili.

Ma poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa sono più numerosi dei manifestanti. E intanto Gheddafi non arriva, nonostante la visita fosse prevista per mezzogiorno. La tensione sale. Quando si vedono delle auto blu gli studenti iniziano a lanciare contro le forze dell'ordine della verince rossa. "E' il sangue degli immigrati mandati a morire il Libia", dicono. La polizia risponde con una carica. Dopo i primi scontri la situazione si calma.

Quando finalmente, intorno alle 14, Gheddafi fa il suo ingresso alla Sapienza, è accolto da fischi e cori di "Siamo tutti clandestini" da parte dei manifestanti. Dall'altra parte una delegazione di studenti e simpatizzanti libici sventolano bandiere e striscioni di benvenuto.

Alle 18 Gheddafi ha fatto visita ad Alemanno in Campidoglio, Un Pae. Nel corso del suo discorso Muammar Gheddafi ha spiegato il suo sogno per l'Italia, un paese senza più partiti. Con il potere solo al popolo. 

Annullare tutti i partiti, "senza più destra, sinistra e centro". "Il simbolo del popolo italiano sarà la fratellanza perché il partitismo è un aborto della democrazia", ha aggiunto il colonnello parlando in Campidoglio. "Ci sarebbe l’unità nazionale di tutti gli italiani - ha concluso - raccolti in un’unica famiglia e in un fronte compatto. Il popolo eserciterebbe il potere direttamente e senza rappresentanti".

"Ovviamente, la parte relativa ai partiti politici e alla nostra democrazia non è accettabile. -ha poi detto Alemanno- Sappiamo bene come è fatta la democrazia, la democrazia non può fare a meno dei partiti e quindi non accettiamo lezioni di democrazia da parte di nessuno".

Riguardo "ai rapporti tra Italia e Libia. Ricordiamo- dice il sindaco- che Gheddafi è anche presidente dell'unione africana e che i rapporti tra Italia e Libia sono importanti per lo sviluppo e per la serenità di tutto il Mediterraneo".

 

[11-06-2009]

 
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