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Il grande capo

di Lars von Trier. Con Jens Albinus

di Svevo Moltrasio

Il proprietario in incognito di un’azienda paga un attore senza soldi e senza parte per interpretare il suo ruolo nel momento della vendita della stessa azienda. Le cose non andranno proprio da copione.

Interrompendo, purtroppo pare solo momentaneamente, la trilogia sull’America iniziata con DOGVILLE, il regista danese von Trier sembra aver sorpreso molti con questa pellicola venduta come commedia semplice e spensierata. C’è da crederci che un autore tanto saccente e impegnato come il fondatore del Dogma possa realizzare un’opera d’evasione? Vedendo IL GRANDE CAPO davvero ci si chiede cosa intendano von Trier e certa critica definendo l’operazione come un esempio di leggerezza.

Certo la traccia narrativa è delle più semplici, il solito canovaccio di gioco degli equivoci, con tanto di gag grossolane e ripetitive all’interno di un ambiente chiuso e teatrale. Ma von Trier è un grande autore perché riprende il tutto con un nuovo stile, figlio del sistema Automavision che prestabilizza al computer i movimenti della macchina da presa tanto che può capitare, per via degli spostamenti degli attori, di ritrovarsi inquadrature mozzate o addirittura vuote. Per non parlare del montaggio pieno di jump-cut o della luce che arbitrariamente cambia anche nella stessa scena. Inoltre la commedia non si svolge in solitaria bensì con lo stesso regista che la introduce, con tanto di propria immagine riflessa, intervenendo più di una volta fino alla fine. Tutto inserito in un contesto grottesco dove si pretende di far divertire il pubblico con gag allo stesso modo grottesche.

Von Trier se ne infischia della credibilità del tutto, facendo trasparire la solita arroganza di chi si sente di poter sbeffeggiare qualsiasi cosa con il tocco del grande innovatore. C’è un limite molto sottile perché il cinema possa riflettere su se stesso, con tanto di costruzioni metalinguistiche, senza irritare, ma anche di questo il regista si disinteressa dando vita ad un gioco sterile e noioso. Gli applausi e le risate le lasciamo volentieri ai sempre meno numerosi fan del regista che, sulla scia delle dichiarazioni dello stesso von Trier, senza vergogna e buon gusto hanno scomodato la grande commedia americana di Hawks e Wilder.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - Trier
 

[13-01-2007]

 
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