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Alla polisportiva De Rossi la prima edizione di ''Perfettamente diversi''

manifestazione patrocinata dal Comune di Roma

La polisportiva De Rossi ha dato vita a una nuova manifestazione sportiva con il patrocinio dell'associazione Perfetta Letizia ONLUS e del Comune di Roma; si sono svolti dei tornei di calcetto dal 03 al 07 giugno con lo scopo di sensibilizzare la gente e di lanciare un messaggio importante ovvero il fatto che la diversità fra gli uomini non è un disonore ma un valore.

Oltre al calcetto sono entrati in scena il tennis, in più si sono svolti incontri di ping pong, scopa e briscola; la giornata conclusiva si è svolta nella mattinata di domenica 07 giugno ma a breve ci saranno le premiazioni finali con l'assegnazione delle medaglie ai vincitori.

Abbiamo il piacere di incontrare Carlo Magrelli, allenatore storico della polisportiva De Rossi nonchè uno dei principali organizzatori di questa bella manifestazione;

M. CH: Dott. Magrelli, ci dica innanzitutto l'idea di queste manifestazioni quando è nata e come è maturata?

C. M: Intanto questa manifestazione si chiama "Perfettamente diversi", sottotitolata "la diversità è un valore"; ognuno di noi è diverso, con tutti i suoi lati positivi e negativi, con i suoi valori e questa diversità consente di arricchire noi stessi che entriamo in contatto con l'esterno, sia sul fronte sociale e sia sul fronte del rapporto con le persone. Questa idea è nata tanto tempo fà, bisogna premettere che la Polisportiva De Rossi accoglie da molto tempo i ragazzi disabili e c'era venuta l'idea di fare questa manifestazione allargandola non solo alle famiglie della polisportiva stessa ma anche a tutti coloro che non sono iscritti alla polisportiva. Il progetto è stato presentato al Comune di Roma con l'iniziativa dell'associazione "Perfetta Letizia", i partecipanti sono ragazzi nati nel'98 e nel'99 che oltre a giocare a pallone fanno gli arbitri, dirigono le partite, c'è stato il coinvolgimento anche delle squadre di calcio femminile e di alcune scuole di quartiere".

M. CH: "Come si è concretizzata di preciso questa manifestazione"?

C. M: "L'idea è nata lo scorso anno, il progetto è stato presentato a dicembre, a marzo si è sviluppato il progetto nei dettagli e il 03 giugno è iniziata la manifestazione ma la nostra intenzione è farne una ogni anno".

M. CH: "Facciamo un passo indietro, la Polisportiva De Rossi esiste da quasi quarant'anni, ha aperto le porte ai disabili, vuole allargare i suoi contatti coinvolgendo anche gli sportivi residenti nel quartiere, è possibile che un domani il De Rossi faccia sentire la sua voce anche in Europa? Come esiste un'Europa unita fra gli stati, c'è la possibilità che un domani esista un'Europa unita calcistica"?

C. M: "La polisportiva è nata nel 1971, nel 1983 è nato lo Special Time che si è dedicato alla disabilità intellettiva, nel corso degli anni si sono svolti dei tornei anche all'estero, abbiamo avuto l'onore di accogliere nella nostra famiglia atleti importanti, abbiamo costantemente seguito ragazzi con problemi un pò particolari. Il nostro scopo è per ora lavorare sul presente ma per il 2010 c'è l'idea di organizzare un'altra manifestazione sportiva coinvolgendo atleti del nord-Africa ma per ora questa è solo un'idea in quanto per far si che questo ennesimo progetto vada in porto, ci vorrebbe un'organizzione particolare e bisognerebbe avere delle strutture dove poter far alloggiare questi atleti. Vorrei spendere qualche parola sull'associazione "Perfetta Letizia" la quale sta operando tantissimo in particolare in Tunisia dove si sta aprendo un centro per sordomuti ma si sta lavorando molto anche per preparare al lavoro molte persone che un lavoro non ce l'hanno, l'associazione sta lavorando tantissimo anche in Italia per dare lavoro a molte persone anche da noi".

M. CH: "La scorsa settimana il Dott. Borzacchini ci ha spiegato le iniziative della Federazione italiana della disabilità intellettiva per le popolazioni vittime dell'Abruzzo, voi come polisportiva che iniziative avete in programma"?

C. M: "Per quanto riguarda il terremoto dell'Aquila c'è stata una sottoscrizione con tutti i soci della De Rossi per inviare aiuti alle vittime del terremoto, avremo dei centri estivi che si metteranno in funzione appena le scuole finiscono in più metteremo a disposizione i nostri impianti sportivi dove si svolgeranno delle gare di atletica leggera con lo scopo sempre di essere vicini a chi soffre, bisogna ricordare un fatto importante, cioè che tutti i ragazzi che vengono qui non solo hanno una disabilità fisica e psicologica ma hanno dietro le spalle famiglie con problemi economici quindi questi giovani hanno la possibilità di venire alla polisportiva senza pagare niente perchè la De Rossi è uno spazio aperto che non ha fini di lucro, le nostre porte sono aperte anche a bambini di case famiglie di quartiere che avranno la possibilità di frequantare la nostra scuola calcio".

M. CH: "Avete pensato di coinvolgere le squadre di Roma e Lazio in questa vostra maratona di solidarietà, non penso che una vostra chiamata al riguardo resti indifferente"?

C. M: "Noi siamo affiliati a AS Roma, con loro c'è una collaborazione specifica la quale orienta i ragazzi più bravi delle squadre agonistiche e non verso la Roma; siamo andati varie volte ai loro allenamenti e abbiamo avuto l'intenzione di coinvolgerli in questo nostro progetto, per ora ci soddisfa il fatto che siamo iscritti al CIP, agli Special Olimpics che sono le due grandi realtà che permettono ai nostri atleti di gareggiare e di trasmettere il messaggio che la diversità è un valore; alla De Rossi ogni lunedì ospitiamo un gruppo di ragazzi dell'azienda USL di Roma C, chi vuole giocare gioca tranquillamente, chi invece non se la sente ha la possibilità di giocare a bocce oppure fare un'attività creativa come disegnare".

M. CH: "Alla luce di questa sua bella e importante testimonianza, possiamo dire che ormai la Polisportiva De Rossi non è solo un'associazione sportiva ma una grande comunità, una vera famiglia"?

C. M: "Noi oggi siamo abituati purtroppo a vivere delle partite di calcio dove prevale molta arroganza, il mancare di rispetto all'avversario e tutto ciò fa sfociare molto spesso nella violenza; questo succede quando assistiamo a degli incontri delle nostre squadre sia giovanili e sia juniores con problemi di ordine pubblico di non poco conto. Noi vogliamo abbattere questo brutto muro e il nostro desiderio è che venga sconfitta ogni forma di violenza, ogni forma di disprezzo reciproco fra gli avversari, vogliamo uno sport vissuto con gioia e entusiasmo dove vengano rispettati il valore della competizione e sia accettato senza problemi il valore della sconfitta; il cammino da fare è lungo ma noi ci crediamo".

Marco Chinicò

[09-06-2009]

 
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