Notte da incubo nel quartiere della Bufalotta per una donna di trentaquattro anni; la giovane ragazza, giornalista di un mensile, ritornava a casa verso le due del mattino di mercoledì notte e dopo aver parcheggiato la sua auto nel suo box condominiale si è ritrovata accanto un uomo incappucciato che l'ha minacciata, invitandola a scendere per rubargli la macchina. Poi l'aggressore è tornato sui suoi passi, le ha legato bene i polsi, poi le ha coperto la bocca con il nastro isolante per impedirle di urlare per poi violentarla.
Subito dopo lo stupro l'uomo è fuggito facendo perdere le sue tracce; le indagini sono tutt'ora in corso e sono condotte dal capo della squadra mobile Vittorio Rizzi che ha dichiarato che la faccenda è molto difficile da risolvere in quanto lo stupratore aveva il volto completamente coperto da un passamontagna e l'unica speranza per arrivare ad un'indentificazione sarebbe trovare delle impronte sui nastri isolanti usati per immobilizzare la donna.
La giornalista, ancora in stato di shock, ha potuto soltanto raccontare agli inquirenti che il suo "carnefice" parlava italiano; Roma in questi primi sei mesi del 2009 ha raggiunto un primato poco onorevole con quattro episodi di violenza sessuale.
Una sequenza drammatica iniziata alla festa di Capodanno e terminata a febbraio nel parco della Caffarella , quando una ragazzina fu stuprata da due stranieri.
Marco Chinicò
[05-06-2009]
chicco81[05-06-2009 13:23:18]
il codardo poteva agire solo a volto coperto...perchè altrimenti vigne nuove non penso che gli avrebbe lasciato scampo!! CODARDO!!





