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Tacco a spillo
 
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L'animalier. Fino a dove si può osare?

Una lama a doppio taglio da sfoderare con buon senso.

Kate Moss per Roberto CavalliC’è chi la chiama “voglia d’Africa”, chi storce il naso ad ogni suo ritorno e chi sfoggiaDolce e Gabbana l’animalier alla prima occasione. L’inconfondibile, eccessiva e sui generis macchia di leopardo è tornata in auge nella moda di questa estate.

Dopo il grandioso successo (scaduto spesso nel kitsch) negli anni 97-98 e il timido approccio nelle vetrine dello scorso inverno, ecco l’imposizione prepotente del tessuto maculato sulle grucce delle grandi maison e dei marchi più commerciali, se non addirittura low-price. Abiti, borse, calzature e oggettistica leopardati non mancano in nessun negozio, sia che ci si affacci da Gucci, sia che si entri da H&M. Shakira e Rihanna

Just Cavalli p/e 2009Quando si dice “leopardato” è automatico pensare immediatamente  a Roberto Cavalli che ha fatto delle fantasie “animal” la sua caratteristica inconfondibile. Le sue campagne pubblicitarie sembrano ambientate nella savana. Nel corso degli anni Kate Moss ha indossato per Cavalli diversi abiti leopardati, pitonati, zebrati, fino alla più recente e insolita versione “giraffa”.  Celebri star approfittano del leopardato per attirare l’attenzione alla prima occasione.

E se su Jennifer Lopez, Shakira o Simona Ventura il maculato è quasi scontato, ci sono altre donne che con queste fantasie acquistano quel tocco in più in grado di impreziosire un total black (inutile sottolineare ulteriormente l’esplicito riferimento a Kate Moss). E’ comprensibile l’atteggiamento restio di molte di noi nei confronti della stampa animalier. Su una corporatura abbondante, su lineamenti marcati o in abbinamento ad altri elementi di forte impatto visivo (gioielli vistosi, sandali o accessori con strass, pettinature vaporose, trucco pesante) il leopardato, così come le altre fantasie animal, può distruggere l’armonia di una figura femminile. Al contrario, può dare un senso e un tocco di brio a un look che stenta a convincere. 

Python Tribecca Bag - GucciMocassini Tod'sBasta un rapido giro di ricognizione in centro per scorgere la Python Tribecca Bag negli espositori di Gucci, alcuni singolari mocassini esposti da Tod’s o i forti richiami all’Africa nelle vetrine di Prada. E’ inutile, per  ovvi motivi, menzionare le collezioni di Dolce e Gabbana e di Cavalli. Abbassando il calibro e aumentando quindi la possibilità di aggiudicarsi un accessorio in stampa animal, basta entrare da Coccinelle, da Furla o persino da Alviero Martini, che ha accostato la classica fantasia Geo a netti richiami in pitone tono su tono. Se si varca la soglia di Zara ci si imbatte quasi senza possibilità di scampo in tuniche pitonate con contrasti molto soft e in tubini leopardati di cotone. Sempre nella linea Zara Basic sono disponibili il corrispondente (e improbabile) pantaloncino corto e la giacca a due bottoni. 

Hogan, Rossi e LacroixNell’arredamento e nell’oggettistica il maculato talvolta strizza l’occhio allo stile contemporaneo: chaise longue zebrate, copri divano, rivestimenti per caschi o cellulari e persino piatti doccia maculati. Inutile dirlo, si tratta di prodotti realizzati all’insegna della sobrietà. Sicuramente l’animalier va adottato con una potente dose di buon senso e con molta attenzione, perché la caduta di stile è in agguato. In caso di dubbio, contrariamente alla consuetudine, è meglio “deficere quam abundare”.

Alessandra Pietroforte

ale_pietroforte@libero.it

[02-06-2009]

 
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