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Via Poma: isolato nuovo dna

dopo 16 anni spunta un nuovo indizio

Simonetta Cesaroni

Potrebbe avere un nome l'assassino di Simonetta Cesaroni, la ventunenne uccisa con 29 coltellate il 7 agosto 1990 in via Carlo Poma. Il codice genetico isolato dai carabinieri del Ris sul corpetto della ragazza sarebbe infatti attribuibile ad un nominativo.

Si tratterebbe - e' la ricostruzione di Matrix, il programma condotto da Enrico Mentana - di un uomo vicino, all'epoca dei fatti, a Simonetta, e sicuramente sfiorato dalle indagini. A questo gli esperti del Ris sarebbero arrivati attraverso la comparazione di una traccia di saliva lasciata tramite un morso, e isolata dall'indumento di Simonetta, e il dna di una delle 31 persone finite nel mirino degli inquirenti. Quest'ultimo sarebbe stato prelevato da una tazzina di caffe'. Sembra che appartenga ad un ex fidanzato della donna.

Gli elementi raccolti dal Ris di Parma e indicati in un rapporto destinato alla magistratura romana dovranno ora essere esaminati dal procuratore aggiunto Italo Ormanni e dal sostituto Roberto Cavallone, titolari degli accertamenti sul delitto avvenuto piu' di 16 anni fa.

Furono due i principali indagati coinvolti nell'omicidio di Simonetta Cesaroni: si trattava di Federico Valle, nipote dell'ingegnere che progetto il palazzo di via Poma e che abitava nello stesso stabile, e Pietrino Vanacore, portiere dello stesso palazzo. Il primo accusato di omicidio, e il secondo imputato di favoreggiamento, furono prosciolti da ogni accusa.

[11-01-2007]

 
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