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Ospedali controllati dai Nas, 7 strutture irregolari nel Lazio

per gli amministratori sanitari solo una multa

una delle foto dell'inchiesta dell'Espresso al Policlinico

Sanita’ nella bufera e nas al lavoro. Oltre 1600 carabinieri hanno ispezionato 321 ospedali pubblici. A Roma sono stati setacciate 4 delle strutture ospedaliere piu’ grandi, oltre all’Umberto I. Il policlinico gemelli, il sant’andrea e tor vergata.

Tra tutti gli ospedali controllati il 17,4% presenta irregolarità. Un quarto delle strutture ispezionate presenta violazioni amministrative, il 7,5% irregolarita’ sul piano dell’igiene, pulizia e conservazione degli ambienti. Nel Lazio sono 7 gli ospedali che hanno presentato carenze igieniche.

I controlli riguardano tutto e tutti, dai prelievi di cibo per i pazienti, dai camici di sala operatoria, ai guanti e rifiuti speciali. un controllo sulle condizioni igieniche e di tutela dei diritti dei pazienti dopo lo scandalo scoppiato dall’inchiesta dell’espresso all’umberto I.

I risultati dei nas sono stati consegnati direttamente al presidente del consiglio prodi e al ministro per la salute Livia Turco, sono gli stessi carabinieri che non ipotizzano responsabilità penali a carico di amministratori sanitari ma solo una multa tra i 1.000 e i 2.000 per le irregolarità.

L’operazione dei nas prosegue sia a Roma che nel resto della penisola, i controlli riguarderanno tutti i grandi ospedali romani tra cui anche il San Camillo, sulla gianicolense, un ospedale che per età condivide alcuni dei problemi dell’Umberto I.

L’inchiesta sull’ospedale di viale Regina Margherita ha mosso l’opinione pubblica e si iniziano a vedere le prime reazioni concrete, lo stato ieri ha ceduto la proprieta’ dell’Umberto I all’azienda policlino e la mossa libererà le risorse per la ristrutturazione e la riorganizzazione dell’assistenza. Da febbraio si comincera’ con i lavori nei sotteranei, poi entro Luglio partiranno i cantieri per rimettere a nuovo la vecchia sede del Regina Elena.

Intanto nel policlinico universitario piu’ grande d’Europa si solleva l’orgoglio dei medici, che non vogliono, giustamente, che sia gettato fango sulla qualità del servizio.

Il ministro della salute livia turco e dell’universita’ e della ricerca Fabio Mussi hanno intanto deciso di tornare al passato con l’esclusivita’ di rapporto con il servizio sanitario nazionale, sia per gli ex primari che per gli attuali capi di dipartimento.

Un’altra risposta da parte del governo al dissesto ospedaliero, alla questione igienica alla sanita’ sollevata dall’espresso che si e’ aggiunta al problema del debito regionale di 10 miliardi e alle truffe alle Asl.

[11-01-2007]

 
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