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Disastro Virtus Roma, ko 83-79 in gara5 con Biella

Via ai processi in casa Lottomatica mentre Toti si scaglia contro il Palazzo

Il disastro è completo. La Lottomatica Roma esce mestamente quanto meritatamente dai playoff, sconfitta in gara5 dall'Angelico Biella, che al Palalottomatica si impone 83-79 conquistando così il pass per la semifinale dove se la vedrà con l'Armani Jeans Milano. La Virtus conclude così nella peggior maniera possibile una serie che l'ha vista sempre inseguire, al di là dei risultati e delle più o meno agevoli vittorie nelle due precedenti esibizioni all'Eur. Plauso a Biella, allora, capace di girare il discorso e far valere i propri punti di forza, vedi Gist, la leadership di Smith, la duttilità di gregari cinque stelle extralusso come Brunner e Spinelli. E proprio questi ultimi hanno messo il mattone decisivo che ha spedito all'inferno Roma. Capace nella stessa partita di far vedere il meglio (poco) e il peggio (tanto) della propria indecifrabile identità. Passi il nervosismo di inizio gara - prevedibile per chi ha tutto da perdere di fronte ad un gruppo allegro e senza pressione come Biella - ma quando nel secondo quarto, invece, di azzannare la partita la Virtus si affloscia inesorabilmente lasciando la scena ai piemontesi allora la questione comincia a diventare tremendamente preoccupante. Loro, i piemontesi, se la prendono a forza di triple (12/23 alla fine, e qui sta buona parte della spiegazione tecnica dell'incontro), con Smith (3/3 nel frangente) a crivellare il canestro dei capitolini, inabili nel rispondere, bravi nel sottostare ai dettami avversari. Sotto di 10 lunghezze al te, la Virtus rimedia al rientro quando colpisce Biella nel suo punto debole, l'area. Palla dentro per Andre Hutson (2p. nel primo tempo, 19p. nel secondo) che colpisce ripetutamente dai due, quattro e sei metri sgretolando gradualmente le certezze e il vantaggio altrui. Roma si avvicina sempre di più e riparte alla grande negli ultimi dieci minuti, quando con un immediato 10-1 passa a condurre 71-63. Sembra fatta, svanita la paura, con qualche mente già a pregustare il solito refrain del prossimo duello metropolitano con Milano, ma c'è ancora Biella. Che si riprende dalla shock subito (27-7 parziale per i romani) affidandosi a Spinelli, lucidissimo nel leggere le varie situazioni orchestrate da Jaaber e compagni. Dopo il riaggancio, poi, arriva un imprevedibile quanto stilisticamente ammirabile canestro in allontanamento di Brunner (14p. 4 rimbalzi e 3 assist uscendo dalla panca) a mandare in orbita l'Angelico. E a spedire nell'ultimo girone dantesco la più deludente Lottomatica Roma degli ultimi cinque anni.

Numeri alla mano, come spesso già avvenuto quest'anno, Roma trova tanta sostanza dai suoi tre giocatori di riferimento: Jaaber, 17p. e 3 assist nonostante non sia propriamente nella miglior giornata, Becirovic, 19p. e 7 assist ma pure i due errori decisivi ai liberi nel finale, Hutson, 21p. e 7 rimbalzi. Il totale dice 57 punti sui 79 totali, sintomo lampante che all'appello è mancato completamente il cast di supporto. Quello che vede la virgola di Gigli (8 rimbalzi di cuore per lui), 3 miserevole punti di un inconcludente, e a volte dannoso, Douglas, cinque punticini di De La Fuente, mai stato bomber ma mancato pure nei suoi soliti compiti difensivi (anche perché nel finale Gentile lo schiera su Gist, non proprio la mossa più azzeccata dell'anno..) per arrivare a Gigi Datome, l'uomo in più che deve cambiare ritmo venendo dalla panchina e che invece non segna, spreca e regala rimesse agli avversari.

Una gara nata male e finita peggio, figlia però di una stagione piena di sorprese e decisioni difficilmente condivisibili. L'esonero di Repesa, la rinuncia ad Allan Ray, il tira e molla con Gentile, l'accantonamento di Brandon Jennings (che ha già salutato e ringraziato tutti volando negli Usa per entrare nel prossimo draft NBA). Tanti sono i nodi su cui riflettere approfonditamente. Per tutta la società, da Bodiroga a Toti.

A suggellare il crollo verticale della roma del basket, a fine partita arriva pure lo sfogo rabbioso ello stesso Claudio Toti. Visibilmente deluso per la pessima figura dei suoi stipendiati, il presidente si è lasciato andare a discorsi più geopolitici che sportivi parlando di un presunto "complotto ai danni della Virtus, società che dà fastidio alle grandi del basket". Il tutto prendendo come riferimento la direzione di gara degli arbitri che, a detta di Toti, "hanno permesso a Biella di metterci le mani addosso per 40' minuti". Da lì, poi, il passo successivo è stato l'annuncio di un "possibile passo indietro nei confronti di un basket in cui finora ho già buttato parecchi soldi". Probabile sia stata l'ira del momento, il tempo farà da giudice. Fatto sta, però, che per un'altra stagione ancora la Virtus Roma deve rimandare i sogni di grandezza da tanto tempi desiderati, da troppo tempo mai più afferrati.

 

[28-05-2009]

 
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