È stato chiesto il rinvio a giudizio per Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, la ragazza uccisa con 29 coltellate il 7 Agosto del 1990 in via Poma.
Il provvedimento, firmato dal procuratore capo Giovanni Ferrara e dal pm Ilaria Calò, titolare delle indagini, nei prossimi giorni sarà notificato all'avvocato Paolo Loria, titolare della difesa.
Tra gli elementi a sostegno dell'accusa, l’esito di una perizia sulla compatibilità della dentatura di Busco con il morso riscontrato sul seno della vittima e lasciato, secondo gli esperti, al momento dell'omicidio. L’uomo, oggi 44enne, fu iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario dopo l’esame del dna sul reggiseno indossato dalla Cesaroni la sera del suo assassinio.
Sull'indumento gli esperti trovarono infatti una traccia di saliva, riconducibile all'ex fidanzato. Questi si giustificò attribuendola ad alcune effusioni che avrebbe scambiato con la ragazza la sera prima del delitto. Dopo numerose tappe giudiziarie, che videro coinvolti anche Pietrino Vanacore, portiere dello stabile di via Poma, Federico Valle, nipote dell'architetto che abitava nel palazzo al quartiere Prati, e Salvatore Volponi, datore di lavoro della ragazza, nel settembre del 2007, toccò all’ex fidanzato. Ora il rinvio a giudizio per omicidio volontario potrebbe portare una svolta decisiva nel giallo di via Poma. A quasi venti anni di distanza dalla morte di Simonetta Cesaroni, il suo assassino è ancora senza nome.
[28-05-2009]
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