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La scuola del Lazio č al collasso

mancano fondi, denuncia di 300 presidi

Oggetto: grave situazione finanziaria della scuola.  Destinatari: i genitori degli alunni.  Mittente: il Dirigente Scolastico.

Più di 40mila famiglie hanno già ricevuto a casa, dall’istituto frequentato dai figli, una lettera tutt’altro che rassicurante. La scuola italiana è in emergenza e, prima che il diritto allo studio venga compromesso, vogliono che la società civile ne conosca le reali condizioni. Così il Lazio, per iniziativa dell’Asal, associazione di scuole pubbliche del Lazio che rappresenta e coordina le autonomie scolastiche, si fa capofila di un’iniziativa che difficilmente passerà inosservata anche nelle altre regioni.

“A cinque mesi dall’inizio del 2009 non abbiamo avuto neanche un euro per il funzionamento quotidiano delle scuole”. Si legge nel primo punto dell’allarmante elenco delle cause che hanno portato alla crisi. Grazie alla missiva i genitori scoprono che i fondi per pagare le supplenze degli insegnanti sono stati ridotti del 40%, che le visite fiscali obbligatorie introdotte da Brunetta non hanno copertura finanziaria, che il 52% degli edifici scolastici del Lazio non ha le certificazioni relative alla sicurezza. E mentre gli alunni aumentano e le aule sono sempre più sovraffollate, si riduce drasticamente il numero dei bidelli e del personale amministrativo.

Già da Settembre potrebbero saltare le ore di scuola per mancanza di supplenti, potrebbe mancare l’ora alternativa alla religione, e le attività di recupero ridursi notevolmente, per non parlare dei possibili incidenti a scuola e delle aule inagibili.

L’iniziativa dell’Asal è originale, ma forse i genitori non si saranno meravigliati più di tanto, perché la scuola da tempo chiede loro aiuto anche per acquistare la carta igienica, il sapone o i fogli per le fotocopie.

[20-05-2009]

 
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