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Eurodeputati italiani?

sono i più pagati e assenteisti

il parlamento europeo

A poco meno di tre settimane dalle elezioni europee, il Times, nella sua versione on-line, pubblica una ricerca della London School of Economics secondo la quale i rappresentanti italiani nel Parlamento di Strasburgo sono i più pagati dei 27 paesi della Unione Europea, ma anche i più assenteisti.

Vediamo i dettagli. In totale i nostri eurodeputati sono 78, ma scenderanno a 72 dopo il 7 giugno, e guadagnano oltre 11.000 euro al mese ai quali va aggiunta la somma di 17.540 euro destinata agli assistenti che, eventualmente, decidono di nominare.

Le ferie vanno da metà maggio a metà settembre e quando si lavora si va a Strasburgo o a Bruxell per tre giorni al mese. Dunque, l’impegno di lavoro porta via, ad un rappresentante europeo circa 30 giorni all’anno.
Quanto alla presenza in aula, risulta che tra i primi 100 solo 3 sono italiani, mentre tra i venti più assenteisti, ben 10 sono nostri connazionali. Essi hanno partecipato, in media, al 72% delle sedute marcando un distacco di oltre 20 punti dai primi della lista, gli austriaci, che si attestano al 93%. Non solo: 61 eurodeputati non hanno presentato neanche una relazione e 17 non hanno mai aperto bocca in aula.

Gli italiani però si distinguono anche per un altro motivo: non conoscono le lingue e questo rende particolarmente difficile il lavoro assembleare e i rapporti con gli altri colleghi. In aula infatti si usano, per tradurre, le cosiddette lingue ponte. Ossia un discorso, ad esempio, in finlandese, viene tradotto prima in inglese e poi in italiano. Il risultato è che se uno fa una battuta, un terzo della sala ride subito, un altro terzo dopo trenta secondi e il resto dopo 10 minuti. Sempre che riescano a capire qualcosa visto che in fase di traduzione si perde il 30% del significato.




 

[19-05-2009]

 
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