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Sumi e a Roma

l’arte pittorica dello Studio Toba

di Nunzia Castravelli

Semplicità, naturalezza, disciplina interiore e misura, concetti fondamentali su cui si basa l’arte di Ikuyo Toba Chiba, celebre artista giapponese di sumi-e, pittura a inchiostro, che, insieme ai  suoi allievi, martedì 18 maggio, presso la sala delle esposizioni dell’Istituto Giapponese di Cultura, sarà protagonista della mostra dal titolo “SUMI E a Roma: pittura ad inchiostro nero e colore dello Studio Toba Chiba”.

La tecnica ad inchiostro nacque in Cina durante la dinastia Tang (618-907), fu introdotta in Giappone a metà del XIV secolo da alcuni monaci buddisti Zen, crescendo in popolarità fino al suo periodo di massimo splendore, nell'era Muromachi (1338-1573).

Caratterizzata dall’uso prevalente dell’inchiostro nero, quella del sumi-e è una pittura legata all’autenticità della dottrina zen, basandosi, infatti, su concetti come il “vuoto” e l’immedesimazione con la natura. Nella rappresentazione di quest’ultima, infatti, ciò che è importante non è la verosimiglianza  bensì l’espressione dello stato d’animo ed il sentimento in essa contenuto.

Da oltre trent’anni lo Studio Toba rappresenta in Italia l’espressione più autentica del dialogo artistico tra cultura giapponese ed italiana.  Infatti, tema centrale nell’opera di Ikuyo Toba, oltre al profondo amore per la natura, è la ricerca di armonia tra Oriente ed Occidente.

La mostra propone circa settanta opere realizzate dagli allievi dello Studio ed una selezione dei dei lavori dell’insegnante, realizzati durante i lunghi anni di attività artistica.

Limpidezza, equilibrio, spontaneità e nobile bellezza sono i fondamenti osservati dallo Studio Toba su cui si basa la pittura a inchiostro di china, suibokuga.

L’apprendistato dei tale pittura si basa sul metodo shi kunsi, letteralmente “le quattro persone virtuose e d’animo nobile”. Si tratta di quattro piante, una per stagione che posseggono caratteristiche figurative ed espressive adatte a rappresentare  tutti i tipi di tratto: il bambù, per esercitarsi a tracciare linee dritte; l’orchidea selvatica per le linee curve, il fiore di prugno e albicocco per i cerchi, e le foglie di crisantemo per una speciale tecnica definita “spazza carta”.

L’apprendistato tecnico-artistico è accompagnato da uno interiore e spirituale, con l’affinamento della capacità di esprimere la propria interiorità e la condizione del proprio animo attraveso la raffigurazione della natura, un connubio tra soggettività ed oggettività.

SUMI E a Roma: pittura ad inchiostro nero e colore dello Studio Toba Chiba

Inaugurazione 18 maggio 2009 ore 18 30

20 maggio – 26 giugno

Ingresso Libero

Istituto Giapponese di Cultura Via Gramsci 74, 00197 Roma.

Tel. 063224754
 
 
 
 
 

[18-05-2009]

 
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