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Poker di Button alla faccia delle rivoluzioni

L'inglese vince anche in Spagna. Ferrari pasticciona.

Meno male che ci avevano assicurato che dal Gp di Spagna le cose sarebbero cambiate. Guardando invece l'ordine di arrivo, pare proprio che lo scossone annunciato si sia rivelato un buffetto sulla guancia pacioccona di sir Brawn. Certo, la Ferrari ha mostrato di aver compiuto un significativo balzo in avanti sul piano delle prestazioni, ma affidabilità e scelte giuste del muretto sono scese a livelli preoccupanti.  E comunque lasciando stare Raikkonen, ormai un caso all'interno della squadra, bisogna evidenziare che Massa, penalizzato clamorosamente dal problema della mancanza di benzina, non sarebbe in ogni caso riuscito a finire sul podio. Davanti hanno confermato uno strapotere imbarazzante i due missili bianchi, seguiti dalla sorprendente Red Bull, stavolta meglio con Webber che con Vettel, partito davvero male.  In questa rubrica non l'ho mai trattato coi guanti, ma tocca ammettere che oggi nonno Rubinho ha tutti i motivi per lamentarsi col suo team che, confezionandogli una strategia chiaramente perdente, lo ha escluso dalla lotta per la vittoria, regalando al compagno un comodo trionfo.

Timidissimi segnali di risveglio sono giunti anche dalla Renault, con Alonso ottimo quinto, continuano invece le delusioni per il duo Mercedes-Bmw. Passo indietro preoccupante per la Toyota che lascia Barcellona con zero punti e Trulli fuori alla prima curva.

A Montecarlo saranno senza dubbio possibili delle sorprese perché è un circuito atipico, ma non ci vengano più a parlare di spettacolo e incertezza. Il Mondiale è nelle mani di Button e solo lui può perderlo.

Giu. Cil.

[10-05-2009]

 
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