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Virtus, una vittoria da secondo posto

Successo 94-85 ad Avellino dopo un supplementare

La buona notizia è che la Virtus Roma chiuderà al secondo posto la regular season. Quindi avrà il fattore campo dalla sua parte fino alla Finale. Non è poco. Già, ma per un roster del genere era pure il minimo.

Perché con il massimo rispetto per la favolosa Banca Tercas Teramo e la solida Virtus Bologna (attualmente un pò meno dopo i quattro ko filati in campionato), carte alla mano la Lottomatica sembra superiore. Dalle carte al campo, però, a decretare il verdetto tanto atteso in casa blugiallorossa sono state più le sconfitte delle rispettive avversarie che la rocambolesca vittoria ottenuta ad Avellino. Dove la Virtus passa solo dopo un prolungamento 94-85 (23-19; 46-37; 63-59; 80-80) al termine di un incontro che mette in mostra le due facce capitoline. La prima, quella buona, va in scena nella prima parte di gara, dominata in lungo e in largo dai romani, che - eufemisticamente parlando - dall'altra parte della barricata non trovano proprio la squadra più aggressiva del mondo (priva tra l'altro di Warren e con Slay seduto per tutti i 45').

Roma getta le basi nel primo quarto, quando Jaaber e Hutson martellano con continuità mentre l'Air si regge sui canestri degli ex Cinciarini e Crosariol (che segneranno l'high stagionale rispettivamente a quota 17 e 18 punti), di gran lunga i più attivi dei biancoverdi. Nel proseguimento la Virtus scappa sul +13 grazie alla precisione da fuori, con Jaaber e De La Fuente a colpire dall'arco. Al ritorno post intervallo il copione sembra inizialmente lo stesso, con la Virtus che si regge esclusivamente con il tiro dai 6,25. L'unico lampo di Douglas, due volte Datome e poi Gigli regalano l'illusione di una scampagnata, ma Diener e Porta si iscrivono finalmente alla contesa e alla terza sirena Avellino è ad un tiro di schioppo. Sei punti consecutivi di Hutson in apertura degli ultimi dieci minuti sembrano spianare la strada, che diventa apparentemente discesa sulla quarta tripla di giornata di Ibbi Jaaber, che scrive il +8 a 3' dal gong. Sembra fatta, ma qui c'è il meglio del peggio della Virtus recente, che subisce in maniera imbarazzante la reazione altrui favorendo il rientro irpino. Che si traduce in un 11-0 che capovolge tutto, regalando il primo vantaggio ai padroni di casa. A rimediare ci pensa l'uomo di maggior classe, Sani Becirovic, astuto nel guadagnarsi liberi e chirurgico nel realizzarli (6/6 negli ultimi 120''), che rimanda il verdetto al supplementare. Qui la Virtus la vince essenzialmente grazie alla maggior freschezza dinanzi ad un avversario che può contare su sei uomini (con Best e Williams a far da comparse). Due triple in avvio firmate Gigli-Becirovic tramortiscono Avellino, che alza poi bandiera bianca sullo schiaccione del +9 di Hutson che spedisce definitivamente i due punti verso il Raccordo Anulare.

Quarta vittoria consecutiva, quindi, per la Virtus, che però ancora una volta mostra tutti i limiti, mentali prima che tecnici, su cui bisogna intervenire al più presto. I playoff saranno altra storia, i blugiallorossi lo sanno, ma fanno ancora poco per dimostrare di aver appreso il concetto sul campo. Bene, benissimo al tiro (12/21 da3), segnale che però non maschera le consuete lacune. Quelle che generano improvvisi quanto preoccupanti (e incomprensibili) blackout, ma anche quelli che la vedono andar sotto a rimbalzo dinanzi ad un gruppo con un piede e mezzo in vacanza (gran duello tutto italiano tra Crosariol e Gigli, vinto dall'campano 14-11) per non parlare dell'incapacità a tenere in difesa, dove troppo spesso ci si rifugia in falli, che generano continui viaggi in lunetta (Avellino ha tirato 37 liberi). C'è l'obbligo e la necessità di fare meglio, non sembra impossibile ma dopo un intero campionato di speranze andate deluse i dubbi rimangono. Spazzarli via è l'obiettivo, anche perché un'altra Finale Scudetto contro l'arcinemica Siena non sembra così irraggiungibile.        

[08-05-2009]

 
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