Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Storie Metropolitane
 
» Prima Pagina » Storie Metropolitane
 
 

Dopo 25 anni turisti americani si pentono

restituiscono un ''pezzo architettonico'' del Foro Romano

Appartiene al Palatino e non al Colosseo il pezzo architettonico arrivato ieri dal North Carolina accompagnato da una lettera firmata da una cittadina americana che ne indicava l’identità come un frammento del Colosseo sottratto alla città eterna ben 25 anni fa.

I  tecnici della Sovraintendenza ai beni archeologici di Roma lo hanno analizzato ed hanno appurato che si tratta di un frammento di lastra architettonica di terracotta appartenente, con molta probabilità all’area del Foro Romano.

Arrivato all’Agenzia regionale di Promozione turistica di Roma e del Lazio, il pezzo è di piccole dimensioni, ma la storia ha suscitato subito un grande clamore: la coppia di turisti ha spedito il plico insieme a parole di rimorso: “avremmo dovuto farlo molto prima ma ci scusiamo e restituiamo ciò che abbiamo preso 25 anni fa, affinché torni al luogo cui appartiene”. Insomma i due americani non avrebbero retto al peso della storia.

Parole che quasi quasi hanno suscitato simpatia, tanto che l’assessore regionale al turismo Claudio Mancini ha addirittura proposto di appendere la lettera accanto ai monumenti. Se non fosse che l’episodio fa immancabilmente riflettere sui pericoli del nostro immenso patrimonio e suscita qualche dubbio sul destino subito negli anni da chissà quanti altri pezzetti antichi approdati in chissà quali altri posti del mondo.

La sovraintendenza ai beni archeologici ha mantenuto un atteggiamento cauto sulla vicenda, nel tentativo di spegnere il clamore e affida la sua valutazione ad una nota: “E’ importante il gesto della restituzione – si legge – E’ infatti doveroso ricordare come la sensibilità alla tutela del patrimonio storico artistico sia un’auspicabile valore di tutti i cittadini, un grande segno di civiltà nei confronti di una ricchezza che appartiene a tutta l’umanità e che va conservata anche nel rispetto delle generazioni future”.

La Roma di 25 anni fa era sicuramente una Roma diversa, oggi i controlli sono più serrati ma è impossibile poter monitorare il corretto comportamento di tutti i sei milioni di visitatori che ogni anno entrano nel Colosseo e di tutti i turisti che visitano le nostre bellezze. A qualcuno la tentazione verrà di portare a casa un prezioso souvenir, dobbiamo forse chiederci se le nostre antichità hanno gli strumenti sufficienti per difendersi? 

[08-05-2009]

 
Lascia il tuo commento