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Processo a Luigi Spaccarotella

''non volevo uccidere Sandri''

Nuova udienza ad Arezzo per il processo a Luigi Spaccarotella, l’agente di polizia che sparò a Gabriele Sandri nell’area di servizio di Badia al Pino. Oggi l’imputato ha chiesto di fare dichiarazioni spontanee e i genitori del tifoso laziale ucciso hanno lasciato l’aula quando ha perso la parola. Spaccarotella, nella sua deposizione, ha raccontato le circostanze salienti della vicenda, a partire dal momento in cui ha notato la zuffa dall’altra parte dell’autostrada: “Ho provato a fare un gesto per farli fermare – ha detto – il gesto istintivo di alzare il braccio o tutti e due, non ricordo. Mi sono reso conto che il colpo è partito quando ho sentito il rumore”.

Nel racconto il poliziotto non ha saputo precisare quando il colpo sia partito, ma ha detto di aver pensato “è andata bene” quando l’auto si è mossa”. Più volte Scaccarotella ha dichiarato di non aver avuto la volontà di uccidere: “ Non mi sarei mai aspettato nella vita di causare la morte di nessuno” ha detto.

L’imputato per omicidio volontario ha anche precisato di essere arrivato affannato, a causa dell’asma che lo perseguita dall’età di 16 anni. “Erano momento concitati – ha spiegato ancora - lo stress, la corsa, l’asma”.
Riguardo alle precedenti dichiarazioni, in cui lo stesso aveva parlato di un colpo in aria, si è corretto dicendo di aver voluto intendere che il colpo non era rivolto contro niente e nessuno.

 
 

[08-05-2009]

 
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