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Rapporto ecomafie 2009

Il Lazio al secondo posto

 6 reati al giorno (l'8,1 % del totale nazionale), il quinto posto in Italia per quanto riguarda gli ecoreati a fronte di un record: quello delle denunce, oltre le 2.200, il 18% in più rispetto all'anno precedente cui si riferisce il dossier, ossia il 2007.

Sono i numeri del dossier che questa mattina legambiente ha presentato nella sede nazionale dell'associazione insieme al procuratore antimafia grasso, alcuni deputati tra cui Ermete Realacci e Francesco Rutelli, Gaetano Pecorella presidente della commissione sul ciclo dei rifiuti e Lorenzo Parlati, responsabile regionale di Legambiente.

 "I numeri delle Ecomafie nel Lazio - dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - rimangono impressionanti, ma allo stesso tempo è davvero evidente che i risultati si vedono laddove si interviene con decisione, come la regione ha fatto sugli incendi col catasto e l'inasprimento delle sanzioni coinvolgendo i comuni". "È questa la strada da percorrere - prosegue Parlati - su cemento e rifiuti, dove la regione deve dare un forte impulso alle amministrazioni locali con una nuova stagione per la gestione dei rifiuti, che incrementi riduzione e raccolta differenziata, settori a basso livello di illegalità e infiltrazione, facilitando sul fronte del cemento abusivo il riavvio delle ruspe per gli abbattimenti. L'Ecomafia nel Lazio ha due facce, da un lato quello dell'illegalità ambientale diffusa, che va sempre più denunciata e repressa, dall'altro quella della criminalità organizzata e delle mafie, vista la decisa crescita del numero di sequestri che mette in luce proprio l'aggravarsi dei reati stessi". "Siamo molto preoccupati - aggiunge il presidente di Legambiente Lazio - su Fondi, visto che dopo otto mesi dalla relazione del prefetto di Latina non si ha ancora una risposta certa sullo scioglimento del Consiglio comunale, positiva o negativa che sia, mentre è stata di recente aperta un'indagine della direzione distrettuale antimafia di Napoli sul Mof, il grande mercato ortofrutticolo che si trova proprio nel comune pontino. Più in generale va detto che non c'è più tempo per gli indugi, il buon lavoro svolto dalle Forze dell'ordine e dalle Procure deve essere affiancato da norme più severe, con l'inserimento di tutti i gravi reati ambientali nel codice penale".

 Un'economia che non conosce crisi l'italia del malaffare, sopratutto quella legata alle ecomafie, col Lazio che  tra il 2007 e il 2008 ha bissato, con un lieve aumento, i numeri delle infrazioni del ciclo dei rifiuti, aumentato vertiginosamente quelle relative al ciclo del cemento, da 661 a 774 e, nota positiva, dimezzato quelle sugli incendi.

 
 

[06-05-2009]

 
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