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State Of Play

di Kevin Macdonald. Con Russell Crowe, Rachel McAdams, Ben Affleck

di Svevo Moltrasio

Un giornalista vecchia maniera si ritrova ad indagare su alcuni omicidi che coinvolgono un suo vecchio amico ora politico di spicco. Tra processi e minacce, le verità che affioreranno riserberanno diverse e inaspettate sorprese.

Tratto dall’omonima serie televisiva, STATE OF PLAY è diretto dallo scozzese, anche documentarista, Kevin Macdonald. Adattato da ben tre sceneggiatori, il film è piaciuto alla critica americana, un po’ meno al pubblico nonostante la presenza di una star come Russell Crowe che divide la scena con un ricco e prestigioso cast di comprimari.

La traccia narrativa si perde in un intrigo complicato che coinvolge potenze politiche e militari, con diversi cadaveri e attentati, e che viene a galla grazie alle abilità investigative del giornalista protagonista. Immancabilmente il film riserba più di un finale ed innumerevoli colpi di scena, eppure il ritmo non cala mai e la tensione è ben calibrata. Il punto di forza del film è il suo protagonista – perfettamente interpretato da Crowe – espressione di un vecchio modo di fare giornalismo, o almeno, di una rappresentazione cinematografica che negli ultimi anni sembra essere passata di moda.

Si respira aria di spionaggio anni ’70 nel film di Macdonald, con l’individuo che riesce da solo a sgretolare una vera e propria cospirazione, il tutto condito della sovrabbondanza televisiva dei giorni nostri. La solitudine cui sembra destinato il volenteroso protagonista, arricchisce la pellicola di toni malinconici ben stemperati dal rapporto scoppiettante tra Crowe e la giovane giornalista online. Forse non tutti i passaggi sono ben oliati, ma non mancano comunque alcune scene ben congegnate.

 



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Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[02-05-2009]

 
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