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15enne accoltellato a scuola

arrestato giovane romeno

E' stato accoltellato prima che suonasse la campanella. Un colpo al fianco sinistro, con un coltello a serramanico. Uno studente di 15 anni della scuola media Giovanni Falcone di San Vittorino Romano, vicino Tivoli, è ricoverato in ospedale. Il suo aggressore, un compagno di scuola di un anno più giovane, romeno, è stato fermato dai carabinieri.

Dopo le prime cure, lo studente ferito ricoverato al Sandro Pertini di Roma, non è in pericolo di vita. Ad avvertire i carabinieri sono stati alcuni professori, ai quali gli studenti hanno raccontato della lite e del ferimento.

Appena dieci giorni fa, un ragazzino di 15 anni è stato accoltellato da un gruppetto di coetanei. E poi ci sono stati i tragici epiloghi di sangue accaduti in queste ultime settimane nella capitale: l'uomo di 45 anni ucciso per un parcheggio alla Garbatella; la rissa mortale davanti ad un pub dell'Ostiense, e il grave ferimento, ancora all'Ostiense, vittima un quindicenne.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha scritto ai ministri dell'Interno Roberto Maroni e alla Giustizia Angelino Alfano per chiedere di inasprire le pene e permettere l'arresto di chi gira con un coltello in tasca: "Quello che emerge - ha detto Alemanno - è l'uso nefasto di coltelli e taglierini da parte di giovanissimi. Serve accelerare la normativa che ci permetta veramente di impedire che si portino in tasca armi bianche. Dobbiamo aumentare le pene per evitare circostanze che si possono trasformare in tragedia".


Sulla vicenda è intervenuto anche la preside della scuola. "Dai miei insegnanti ho saputo che tra i ragazzi che sembrano coinvolti nell'aggressione c'erano già stati screzi, ma è la prima volta che in questa scuola accadono episodi così gravi", ha riferito la preside della scuola media Falcone Anna Maria Pintus.

La scuola, che si trova nella borgata Villaggio Prenestino, conta, ha detto la preside, "circa 1100 alunni, divisi tra sei plessi. Quattro anni fa è stata dichiarata 'scuola a rischio' dal ministero su segnalazione del comune di Roma. Certamente non è una scuola tranquilla" ha aggiunto la preside, sottolineando però, come, sebbene "un 10% circa dei ragazzi siano stranieri" non le risultino particolari episodi di intolleranza razziale, quanto piuttosto discussioni e screzi vari.

"In questa scuola - ha proseguito Pintus - stiamo persino portando avanti un importante progetto di educazione alla legalità, proprio per insegnare ai ragazzi l'importanza del rispetto per le regole. Ho 40 anni di servizio e questo è il mio ultimo anno prima della pensione e non mi era mai capitato niente di simile. A scuola ora i ragazzi sono scossi: si respira un silenzio quasi irreale nei corridoi". 

[30-04-2009]

 
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