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Alemanno: un anno da sindaco

bilancio di 360 giorni in Campidoglio

Un anno fa Gianni Alemanno sorprendeva tutti, sopratutto i dirigenti del centrosinistra, sbaragliando Francesco Rutelli al ballottaggio ( 53,7% contro 46,3) e diventando Sindaco di Roma; il primo sindaco di centrodestra della capitale, poltrona da sempre appannaggio prima della Dc e poi, negli anni, delle forze di centrosinistra.

L'elezione di Alemanno in particolare mise fine a circa 15 anni di governo di centrosinistra, coincisi con le sindacature di Rutelli e Veltroni che avevano fatto di Roma un “ laboratorio politico” così dicevano i sostenitori, una realtà che spesso riusciva a tenere insieme forze che a livello nazionale si distinguevano per divisioni e liti continue.
Dopo una campagna elettorale giocata su bisogno di sicurezza, nuovo approccio al problema nomadi e necessità di cambiare il “modello Roma” , Gianni Alemanno si è trovato a governare.

In questi mesi la Giunta ha dovuto fronteggiare una emergenza proprio sulla sicurezza,  dovuta a diversi casi di stupro registrati a Roma,  una alluvione, che a fine anno, ha messo in ginocchio diverse zone della città, alcuni malumori all'interno della maggioranza in consiglio, che hanno determinato diverse sedute annullate per mancanza di numero legale, e qualche grana burocratica come lo stop al Piano Regolatore Generale.

Generoso il ricorso allo Spoil System: il sindaco ha messo i suoi ai vertici di Ama, Atac, Acea, Festa del Cinema, Associazione costruttori, Unione Industriali e, tra poco Teatro dell'Opera. Cambio anche in Prefettura. Per scarsa armonia con Campodoglio e Ministero dell'Interno sulla questione Rom via Mosca, al suo posto Giuseppe Pecoraro

[27-04-2009]

 
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