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Gli amici del bar Margherita

di Pupi Avati. Con Diego Abatantuono, Laura Chiatti

 di Francesco Picerno

Bologna 1954: Taddeo è un ragazzo che sogna di entrare a far parte del gruppo di amici del bar sotto casa.  Dopo essere diventato l'autista di Al entra a tutti gli effetti in questo ambiente bizzarro popolato di strani personaggi.

Dopo IL PAPA’ DI GIOVANNA, Pupi Avati torna a raccontare una storia nostalgica, appartenente ai ricordi della sua infanzia, coadiuvato come al solito da un cast corposo. Il tono malinconico e colorito tenta di  avvicinarsi - nelle aspirazioni - a pellicole come AMARCORD e per certi tratti anche ad AMICI MIEI.

Come spesso accade, nel momento in cui il regista bolognese cerca il racconto più corale, si perde decisamente per strada incrociando storie che non riescono ad appassionare: difficile seguire con interesse i molti personaggi presenti. Le storie su cui si regge l'intero film - quella di Cavina, forse l'unica che ci riserva una scena decente nel finale - si disperdono in un’opera incompleta, con scelte stilistiche discutibili - come l'orribile ralenty finale sul ritorno di Lo Cascio -.

Così quello che doveva essere un film amaro, una riflessione sulla misoginia e sul vuoto esistenziale di certi personaggi dell'epoca, si riduce purtroppo in una sequela di macchiette lontane dai migliori film del regista che si conferma più a proprio agio nel tratteggio intimo.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[26-04-2009]

 
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