Giornale di informazione di Roma - Martedi 12 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Politikamente
 
» Prima Pagina » Politikamente
 
 

Ahmadinejad infiamma il summit sul razzismo

Il leader iraniano definisce ''razzista''Israele, i delegati Ue lasciano l'aula

di Filippo Pazienza

Si è tenuto ieri a Ginevra il summit sul razzismo, secondo appuntamento dopo il Durban I in Sudafrica nel 2001. Le premesse non erano delle migliori, con una nutrita schiera di paesi (Stati Uniti, Israele, Canada, Italia, Germania, Olanda, Svezia ed Australia) che già avevano annunciato la loro assenza non condividendo il documento finale dei lavori, a loro dire troppo penalizzante nei confronti di Israele. Il botto, però, è arrivato con l'intervento del discusso presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Al di là della sua presenza, che a priori stride e non poco con l'intento di una conferenza sul razzismo, le parole del leader iraniano hanno suscitato pesanti polemiche considerando anche le precedenti prese di posizione contro Israele e il sostegno alla tesi negazionista sull'Olocausto.

Pur senza nominare pubblicamente Israele, Ahmadinejad ha ha criticato l'insediamento di un 'governo razzista' nel cuore del Medio Oriente dopo il 1945, con chiaro riferimento al nuovo esecutivo capeggiato da Benjamin Netanyahu. Stato ebraico che tra l'altro era già stato definito 'la più orribile manifestazione del razzismo' durante un incontro avuto domenica sera a Ginevra con il presidente svizzero Hans Rudolf Merz. Il discorso del presidente iraniano è poi proseguito con un duro attacco all'assenza dei paesi occidentali, definito 'arrogante ed egoista'. Parole forti che non potevano non suscitare la decisa reazione dei delegati Ue che hanno infatti abbandonato l'aula in segno di protesta. Ahmadinejad ha poi concluso con un riferimento al presunto 'due pesi e due misure sui diritti umani e la violazione degli stessi diritti umani negli Usa e in Europa'.

Non si sono fatte attendere le risposte. Misurata quella del segretario dell'Onu, Ban Ki-moon, il quale, dopo aver polemizzato sull'assenza di molti paesi occidentali ("Sono profondamente deluso. Rimpiango profondamente che alcuni abbiano scelto di farsi da parte. Spero che non duri a lungo"), ha sottolineato l'opposizione delle Nazioni Unite verso qualsiasi tesi negazionista sull'Olocausto: "L'Onu condanna l'Olocausto e coloro che ne minimizzano l'importanza, ricordando che nel 2007 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione secondo cui 'ignorare il fatto storico di questi terribili eventi aumenta il rischio che essi si ripetano".

Decisamente meno morbida la presa di posizione del presidente francese Sarkozy. Il numero uno dell'Eliseo non solo si è scagliato pesantemente contro le parole di Ahmadinejad ma ha anche richiesto la pronta risposta dell'Unione Europea. Questo il testo di una dichiarazione del portavoce di Sarkozy: "Il presidente francese, che ha già respinto in altre occasioni le inaccettabili dichiarazioni fatte dal presidente iraniano, condanna duramente questo incitamento all'odio". Chiamato in causa direttamente, non poteva mancare anche la risposta di Israele, per bocca del neo premier Netanyahu: "Ahmadinejad è un negazionista che vuole perpetrare un nuovo Olocausto. Ma Israele non permetterà ai negazionisti di perpetrare un nuovo Olocausto. Sei milioni di persone sono state uccise. Sfortunatamente, non tutti hanno imparato la lezione".

Parzialmente conciliante nei confronti di Ahmadinejad è stato invece il presidente svizzero Hans Rudolf Merz, finito nell'occhio del ciclone per un incontro privato avuto col collega iraniano domenica sera: "La Svizzera non seguirà le minacce unilaterali degli Usa e della Ue nelle sue relazioni con la Repubblica islamica dell'Iran". Quanto alle critiche israeliane, questo il commento del numero uno elvetico: "Le capisco ma sono ingiustificate". Infine, è arrivata anche la reazione del Vaticano, riassunta nelle parole di Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede: "La grande maggioranza dei Paesi del mondo ha partecipato a questo summit e la bozza concordata venerdì scorso è in sé accettabile, essendone stati tolti gli elementi principali che avevano suscitato obiezioni. Naturalmente - prosegue padre Lombardi - interventi come quello del presidente iraniano non vanno nella giusta direzione, poiché anche se non ha negato l’Olocausto o il diritto all’esistenza di Israele, ha avuto espressioni estremiste e inaccettabili. Per questo è importante continuare ad affermare con chiarezza il rispetto della dignità della persona umana contro ogni razzismo e intolleranza".

 

[21-04-2009]

 
Lascia il tuo commento