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Virtus vincente e convincente contro Montegranaro

Roma passa 84-75 e ritrova il secondo posto

Due punti e un pugno di certezze in più. La Virtus esce come meglio non era lecito chiedere dalla bolgia del PalaSavelli, fortino infido di una Premiata Montegranaro battuta, e per buoni tratti, annichilita da una Lottomatica in versione autunnale, ovvero di squadra che vinceva, e convinceva, su qualsiasi campo. Roma torna così alla vittoria esterna (84-75 il finale, 26-14; 41-33; 52-49 i parziali)- che mancava da gennaio, quando passò a Caserta - e lo fa nella giornata più opportuna, quella che la vede agganciare al secondo posto la Virtus bolognese, caduta a Ferrara, in compagnia dell'Armani Jeans Milano (a segno per l'ottava perla consecutiva ai danni della Benetton Treviso) che domenica scenderà al Palazzo dell'Eur per una sfida pregna di significati (vedi il secondo posto e il ritorno di David Hawkins).

Un successo figlia di una partenza tramortente, che fa viaggiare la mente all'indietro quando pronti via la Virtus scappa subito per non essere in pratica mai ripresa: difessa attenta, aiuti puntali sui lunghi avversari, controllo dei tabelloni e contropiedi per punti facili. Tutto reso più semplice, poi, se hai la fortuna di poter disporre di Andre Hutson, totem se c'è ne uno, che ritrova lo smalto dei tempi migliori portando a scuola Brandon Hunter (limitato ad appena 8 punti), presto in tilt totale per l'impossibilità di contrastare i movimenti in post e i tiri dalla media del lungo ex Efes Pilsen, che sfodera una prova tutta sostanza da 24 punti, con 10/12 al tiro comprensivo di una triplissima, cui si aggiungono 6 rimbalzi, 1 stoppata, 2 recuperi e altrettante perse per una valutazione pari a 27.

Un altro pesante mattone per il successo vine fissato dalla coppia Jaaber-Douglas, 18 punti ciascuno, frutto anche di 8 bombe e 10/10 ai liberi complessivo, con il primo a gettare le basi iniziali e il secondo a mettere i lucchetti nel finale per una vittoria pienamente meritata. Figlia anche dell'ardore di Gigli e Tonolli, due romani dentro, che arrivano con voglia e cuore dove non arriva il talento. Grazie alla mescolanza di tutto questi fattori nasce uno sprint che sintonizza il tabellone sul 19-4, con la Sutor incapace di segnare dal campo per oltre sei minuti. Il segnale che lascia buone sensazioni arriva però più avanti, quando memore delle sciague passate, Roma sa mantenersi a galla nel prevedibile ritorno dei padroni di casa, innescato da Taylor e Ivanov. Ci riesce anche grazie alla sagacia tattica di Becirovic, che orchestra il gioco e smazza 4 assist nei 15' di legno prima di guardarsi la ripresa per un'involontaria botta subita proprio in chiusura della frazione. E una mano la dà pure randon Jennings, a segno dai 6,25 dopo una magia nel traffico dello sloveno, proprio nel momento di maggior pressione avversaria.  
   
Il rientro è comunque rimandato, perché l'intervallo regala nuove energie a Montegranaro, più combattiva e cattiva sui due lati del campo. Ma il 16-11 del terzo parziale non spaventa la Lottomatica, che anche di fronte al 6-0 finale griffato Garris-Minard che riduce ad appena tre lunghezze il margine, non piega la testa. A differenza dello scorso anno, infatti, stavolta arriva lo stordente 7-0 a firma Hutson-Datome-Giachetti a togliere le castagne dal fuoco spianando la strada verso un successo ampiamente meritato. Ma messo nuovamente in pericolo dal controbreak della Premiata, che arriva fino al -1 (63-62 a 4' dal gong). Nel momento del bisogno la Virtus va sul sicuro, quindi da Hudson, che firma cinque punti in un sorso, prima che il canestro e fallo di un prezioso Giachetti chiuda definitivamente la questione.

Si torna così a casa con grossi sorrisi, e con la consapevolezza che le chance per centrare la piazza d'onore alle spalle di Siena - importantissima in chiave playoff - passa per le proprie mani. Quelle stesse mani che se da qui in avanti, a cominciare da domenica prossima con Milano, riuscissero a confermare, o almeno avvicinare, cifre come quelle che hanno zittito la torcida marchigiana (60% da2, 46% da3), renderebbero la strada molto più in discesa. E il futuro della Lottomatica assai più luminoso.  

[19-04-2009]

 
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