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Chiusa l'inchiesta di via Poma

l'ex fidanzato a rischio processo

 La procura di Roma ha chiuso l'inchiesta sull'omicidio di Simonetta Cesaroni, l'impiegata uccisa con 30 coltellate il 7 agosto 1990, ed ha depositato gli atti. Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta, indagato per omicidio volontario, rischia ora di finire sotto processo.

 A comunicare a Roberto Busco la conclusione dell'inchiesta è stato l'avvocato Paolo Loria che lo assiste da anni. "Non ha accolto bene la notizia. Il mio cliente è rimasto sorpreso. Ora esamineremo la perizia e tutte le altre risultanze istruttorie e poi vedremo quali problematiche si affacciano per la difesa. Anche perché non è sicuro che si arrivi ad un processo". E comunque, aggiunge Loria, "Lui si è sempre proclamato innocente".

A firmare il provvedimento di chiusura inchiesta, il procuratore capo Giovanni Ferrara e il sostituto Ilaria Calò. Diversi gli elementi indiziari che vi sarebbero contro l'indagato prevalentemente quelle favorevoli all'accusa. Tra gli elementi a sostegno dell'accusa le risultante di una consulenza per verificare se l'impronta dei denti di Busco sia compatibile con le immagini del morso riscontrato sul seno della vittima e lasciato, secondo gli esperti, al momento dell'omicidio. Da questo accertamento, a quanto si è appreso, è appunto emersa una compatibilità tra il morso e i denti dell'indagato. Ciò in relazione ad una particolarità che è stata riscontrata e che si ripresenta su morso e denti e che pertanto ha permesso ai consulenti di affermare tale compatibilità.

 Altro elemento indiziario è derivato dagli accertamenti su una traccia di sangue trovata sulla porta d'ingresso della stanza dove fu trovata Simonetta all'interno dell'ufficio di via Poma.

 All'esito di tale analisi gli esperti conclusero che "la valutazione globale dei dati ottenuti non permette di escludere né di confermare la presenza di materiale genetico di Busco Raniero, nel profilo complesso estrapolato dalla macchia di sangue. Le analisi della traccia ematica - si legge nelle conclusioni di quell'accertamento tecnico - hanno consentito di estrapolare un assetto genotipico complesso, in cui la componente maggioritaria è costituita dalla vittima, in associazione ad una componente largamente minoritaria, riconducibile a materiale genetico maschile. La valutazione globale dei dati ottenuti concorda con quanto affermato nella relazione degli esperti spagnoli il che non permette di escludere né di confermare la presenza di materiale genetico di Busco Raniero, nel profilo complesso estrapolato dalla macchia di sangue in reperto. Lo stesso assetto genotipico complesso è stato confrontato con i profili genici di tutti gli altri soggetti precedentemente considerati nell'ambito dello stesso processo escludendo qualsivoglia compatibilità".

 
 

[18-04-2009]

 
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