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Roma violenta?

dati e statistiche non parlano di reati in aumento

 Stupri, aggressioni a sfondo razziale, risse tra i giovani e poi atti di vera e propria follia urbana, ultimo un assassinio per una banale lite per un parcheggio.

A Roma la violenza è sempre più riconducibile alla natura di metropoli della città e, il più delle volte, la molla è il disagio sociale o la mancata integrazione di minoranze.

Dati e statistiche non parlano di reati in aumento. Anzi i dati del Viminale mostrano che a Roma e provincia la flessione dei reati, tra il 2007 e il 2008, è stata del 27%, addirittura del 28% per i furti e le rapine.

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A ricordarlo è anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno: "I dati parlano chiaro: a Roma c'é un netto calo nel numero dei delitti e dei reati predatori. La media mensile dei delitti nel 2006 era di 18.448; nel 2007 di 18.808, nel 2008 di 15.521. Nel gennaio 2009 i delitti divengono 12.074".

 "E' ovvio - aggiunge Alemanno - che questo non ci tranquillizza rispetto a gravissimi reati che sono avvenuti anche negli ultimi giorni ma non bisogna confondere efferati episodi con un clima cittadino che sta faticosamente migliorando grazie agli sforzi degli operatori delle Forze dell'ordine e a tutte le istituzioni".

Ma la violenza di alcuni episodi avvenuti negli ultimi mesi suggerisce la sensazione di una vera e propria 'situazione di emergenza' che ha spinto molti ad accennare ad 'una cultura della violenza'. A contrastarla, iniziative di mobilitazione e  di solidarietà promosse dalle istituzioni e dalla società civile, oltre ad azioni di contrasto alla violenza.

 L'escalation di paura che ha assalito i romani negli ultimi mesi, facendo ipotizzare anche ronde e giustizia fai da te, parte da una serie di violenze sessuali con vittime sempre più giovani. I fidanzati aggrediti il 22 gennaio scorso alle porte  di Roma, nelle campagne di Guidonia, picchiati, terrorizzati con i coltelli, e sequestrati. Lui, 24 anni, operaio, massacrato di botte e rinchiuso nel portabagagli e lei, impiegata di 21, violentata a turno da cinque uomini.

 La coppia di giovanissimi aggrediti il giorno di San Valentino nel parco della Caffarella: lui 16 anni e lei 14, violentata.

Episodi che seminano sgomento e una rabbia che sfocia nei giorni successivi, tra febbraio e marzo, sia a Roma sia in provincia, in una sorta di caccia al romeno: raid con tanto di bastoni e volti coperti contro locali e luoghi da loro frequentati. In due mesi se ne contano almeno cinque. Ma non sono solo la violenza sulle donne o le aggressioni razziste a tenere alta la tensione a Roma negli ultimi mesi. Vi é anche una ondata di risse notturne nelle zone del centro storico conosciute come quelle della movida. Un fenomeno che ha spinto a varare nuove regole e più controlli alla vita notturna della città.

 Risse durante le quali spuntano anche coltelli e dove droga ed alcool sono onnipresenti. In una di queste, davanti ad una discoteca del quartiere Testaccio , forse a causa di uno sguardo di troppo ad una ragazza, due settimane fa è morto un giovane.

Ma l'attenzione delle ultime settimane è puntata sull'ondata di episodi di violenza, risse, scippi ed aggressioni, che hanno investito la periferia degradata ed abbandonata della città. Poi l'ultimo episodio: un uomo ucciso a coltellate per un parcheggio. Tutto davanti alle mogli e ai figli di assassino e aggressore che è si è costituito in Procura.

 
 

[16-04-2009]

 
 
 
 
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