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Vecchi Tempi

In scena all’Agorà una delle opere più complesse di Pinter

Di Alessandro Tiberi

A soli tre mesi dalla scomparsa del Premio Nobel Harold Pinter, l’associazione “Pegaso” porta in scena a Roma una delle sue opere più complesse, dai contenuti ambigui e velatamente audaci, per la presenza di un amore saffico e di un menage a trois mai apertamente dichiarati. Dal 28 aprile al 3 maggio il Teatro Agorà ospiterà “Vecchi Tempi” per la regia di Gennaro Paraggio, con Maura Monelli, Mario Fazio e Giuliana Meli.

Si tratta di una delle opere più complesse di Pinter. Scritta nel 1970, ha avuto pochissime rappresentazioni ed ogni critica che la riguarda non include mai un punto fermo, un'interpretazione chiara. Questo perché Pinter riesce a scavare nell'animo dei personaggi in modo così profondo da “scoprire il baratro che sta sotto le chiacchiere di tutti i giorni”. I protagonisti assoluti sono il tempo e il ricordo, che si impossessano della vita degli unici  tre personaggi. Anna e Kate sono state molto amiche quando avevano circa 20 anni. Dividevano la stessa casa e la loro giovinezza si è sviluppata vivendo alla giornata e frequentando tutti gli ambienti intellettuali di Londra: dai teatri ai concerti alle gallerie d'arte. Per Anna, Kate è un'amica da viziare e coccolare ma è anche una bellissima ragazza per la quale nutre, forse, una sorta di innamoramento. Il legame tra le due è talmente forte che Anna arriva ad immedesimarsi del tutto nell'amica, a rubarle i vestiti, la biancheria, la sua gioia di vivere, i ricordi. Trascorrono dieci anni da questi fatti e Deeley e Kate si ritrovano nella loro casa di campagna ad attendere la visita di Anna ed è da questo momento che il testo prende il via. I tre si relazionano su diversi livelli ma alla base c'è un gioco erotico, una sensualità che da Anna si propaga verso Kate e Deeley. Come accade nella maggioranza delle opere di Pinter i personaggi si muovono all'interno di ambienti domestici, fumano, portano avanti dialoghi serrati che, per Anna e Deeley, rappresentano veri e propri duelli in cui il trofeo è Kate. Grande forza assumono, tra le rapide battute, i lunghi monologhi in cui emerge il cardine del testo: il ricordo. Ogni personaggio ha dei ricordi differenti, propri, pur riguardanti gli stessi fatti e ciò ci impedisce di capire cosa sia accaduto veramente. D'altronde fu lo stesso Pinter a dire che “quando ci guardiamo allo specchio stiamo in realtà guardando una serie infinita di riflessi...”.

Lo spettacolo resterà in scena Teatro Agorà (via della Penitenza 33, tel. 06 6874167) dal 28 Aprile al 3 Maggio.

[15-04-2009]

 
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