
Una regista teatrale deve organizzare uno spettacolo in un carcere. Protagonisti ovviamente i detenuti e il tema la Passione di Cristo. Tra i tanti problemi anche quello di trovare un interprete di Giuda, ruolo rifiutato da tutti i carcerati.
Il nuovo film di Davide Ferrario, escludendo i documentari, segue di cinque anni l’insipido SE DEVO ESSERE SINCERA. Il regista di DOPO MEZZANOTTE gira di nuovo a Torino, su un copione scritto da solo, lavorando con i detenuti del carcere Le Vallette che interagiscono direttamente con attori professionisti.
Alla base di questa operazione c’è proprio l’alternanza tra fiction e documentario, alternanza che in realtà finisce per integrarsi in una doppia messa in scena dove i veri carcerati interpretano se stessi alle prese con uno spettacolo teatrale musicale. Gli effetti sono inevitabilmente molto divertenti, con i detenuti costretti a muoversi a ritmo, a cantare e recitare spesso versi complicati, ma ovviamente Ferrario non cerca la semplice risata. L’affresco invece è sorprendentemente sincero e spesso malinconico, e il film tocca anche argomenti difficili senza mai però perdersi né nella retorica né in soluzioni semplicistiche.
Inoltre il regista conferma una freschezza nella messa in scena rara nel nostro panorama, con un ottimo lavoro sulle inquadrature e sul ritmo, non piegandosi mai alle convenzioni più scontate. Sebbene sia girato in un unico ambiente – solo sporadiche le scene al di fuori del carcere - e con forti rimandi meta cinematografici, il film non si fa mai pretestuoso e gli intellettualismi artistici trovano il giusto bilanciamento con la schiettezza dei veri protagonisti. Perfetto tutto il cast, professionisti e non, con gustose partecipazioni – su tutti l’autoironico Cristiano Godano dei Marlene Kuntz – ed ispirati siparietti musicali.

[13-04-2009]
Nessun commento alla notizia