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Il pallonaro Lazio
 
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Il derby potrebbe far male alla Lazio?

Il successo contro la Roma non deve nascondere i limiti di questa stagione

L'euforia del derby è ancora alta. Le immagini dei 4 gol rifilati dalla Lazio alla Roma - record per i biancocelesti nella stracittadina - aleggiano ancora nell'aria. Ma occorre essere razionali anche in questi momenti che arridono alla formazione di Formello. Bisogna ricordare come Rocchi e compagni si sono presentati a questo derby, dopo tre sconfitte consecutive ed un ritiro punitivo a Norcia. La stampa romana, già a 24 ore dal triplice fischio dell'arbitro Morganti, elogia il lavoro di Delio Rossi, parlando di conferme e di rinnovato vigore per un progetto con lui timoniere.

Quella stessa stampa che fino alle 14.59 di sabato prepasquale parlava di un imminente addio di Rossi, addirittura immediato in caso di pesante sconfitta con la Roma, di una squadra alla frutta e di un bisogno di ripartire con facce nuove per il prossimo anno. Certo la Lazio ha vinto e a tratti anche convinto. Certamente ha convinto in quei primi 4 minuti in cui ha schiantato la Roma con le reti di Pandev e Zarate. Ha convinto ad inizio secondo tempo quando Lichtsteiner ha battuto per la terza volta Doni.

Ha convinto nel finale quando ha gestito il risultato con autorevolezza. Ma bisogna analizzare anche gli episodi. Il primo gol non sarebbe mai arrivato se l'arbitro (e soprattutto il suo guardalinee) non avessere clamorosamente sbagliato nell'assegnare un corner alla Lazio nonostante l'ultimo tocco non fosse di Mexes, ma di Zarate. Bisogna ricordare il miracolo di Muslera sul colpo ravvicinato di Panucci, il palo di Baptista e il salvataggio sulla linea con il portiere battuto pochi minuti dopo. Nemmeno va scordato che, se non fosse per l'impacciaggine di Morganti, Totti si sarebbe trovato tutto solo in area di rigore a tre metri dalla porta biancoceleste. Certamente per vincere oltre alla bravura ci vuole anche la fortuna, che stavolta ha arriso la Lazio.

Anche nella ripresa tutto ha arriso ai ragazzi di Delio Rossi. L'espulsione di Spalletti nell'intervallo ha tolto ai giallorossi la guida tecnica e le urlatacce dell'allenatore toscano. L'espulsione, forse un po' affrettata, di Panucci e poi quella di Mexes hanno reso la retroguardia giallorossa un vero colabrodo. Basti vedere come Kolarov sia riuscito a segnare una rete partendo dalla propria metà campo e arrivando al tiro dopo aver percorso 70 metri di campo. Bel gol, certamente, ma difficilmente paragonabile a quello di Maradona contro l'Inghilterra come sostenuto dal telecronista di Sky. Non si vuole qui sminuire il 4-2 con cui la Lazio ha vinto meritatamente il derby, ma si vuole porre l'attenzione dai rischi che questo derby potrebbe far nascere. La squadra biancoceleste rimane nella stessa situazione prestracittadina, con un allenatore che probabilmente è arrivato alla fine del suo percorso. Prima della sfida con la Roma i nomi di Giampaolo, Mazzarri e Delneri aleggiavano sul campo di Formello. Non bisogna avere memoria corta per l'euforia di 90' per non ripercorrere le stesse strade sbagliate del passato. Semmai questo derby ha mostrato che certi giocatori sono imprescindibili per il futuro: e non parlo solo di Zarate e Pandev, ma anche di Lichtsteiner e Foggia.

Francesco Lanna

[12-04-2009]

 
 
 
 
Commenti
  • www.corriereromano.it[16-04-2009 08:24:38]

    La fede calcistica del giornalista non è proprio quella della squadra in questione... anzi...

  • barbablu[16-04-2009 00:58:02]

    Da come è stato scritto l'articolo si capisce subito la fede calcistica dell'autore. Basta con i giornalisti tifosi!!! Dovreste faresolo pura cronaca.

 
 
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