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Ascolta il canto del vento

spettacolo dedicato agli Indiani d'America

Di Giuseppe Duca

La Fondazione Roma presenta, lunedì 20 aprile 2009 alle ore 21.00 sul palco del Teatro Sistina, lo spettacolo “Ascolta il canto del vento. Il destino degli Indiani d’America” scritto da Ennio Speranza, diretto da Massimo Natale, prodotto da Gabriele Guidi.

Ogni anno, infatti, la Fondazione Roma omaggia la città capitolina con un evento in memoria di popolazioni ed etnie vittime di soprusi, guerre e stermini.

Quest’anno lo spettacolo è dedicato alla storia, alle tradizioni, alla cultura dei Nativi Americani espropriati durante la colonizzazione dalle loro terre, rinchiusi in riserve e decimati da guerre e soprusi.

“Questo spettacolo si inserisce in un percorso avviato già da tempo dalla Fondazione Roma – dichiara il suo Presidente, il Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele. Tale percorso è finalizzato al recupero della memoria storica delle popolazioni martoriate del mondo attraverso attività ed eventi, di cui la Fondazione Roma è protagonista, nella convinzione la Storia sia traccia, fondamento e monito su cui costruire un futuro che non debba mai più conoscere e rivivere le tragedie e gli orrori dei tempi passati”.

“Ascolta il canto del vento. Il destino degli Indiani d’America” prende spunto dalla testimonianza dell’esploratore e fotografo Edward Sheeriff Curtis che ha speso ben 25 anni della sua vita accanto alle tribù native americane, e condiviso  non solo la loro vita e le loro tradizioni, ma anche  le loro forti radici,  il loro profondo legame alla terra, l’amore per la natura, il loro grande rispetto per la vita umana.

In scena  Marialaura Baccarini darà voce agli indiani, alle loro testimonianze ed alle loro emozioni mentre Gabrile Sabatini interpreterà Edward Curtis

Oltre ai due protagonisti saranno in scena “I cantori della SIAE”, con un organico di 30 elementi la cui direzione è affidata a Roberto Colavalle, e il chitarrista Matteo Cremolini anche autore delle musiche.

Per assistere allo spettacolo “Ascolta il canto del vento. Il destino degli Indiani d’America”  l’ingresso è libero. I biglietti si possono prenotare  presso il Teatro Sistina, chiamando il numero telefonico 06.42007130 o scrivendo all’indirizzo e mail prenotazioni@ilsistina.com e poi ritirare presso il teatro stesso.

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Quanti fossero i Nativi americani prima della colonizzazione europea è difficile da stabilire; le cifre dell'entità dello sterminio sono ancora al centro di un ampio dibattito storiografico. Secondo le ultime ricostruzioni, quasi il 90% della popolazione indigena sarebbe morta in un secolo. Le cause di una tragedia di così ampie dimensioni sono molteplici: gli stermini perpetrati dai “conquistadores”, le guerre intestine alimentate per facilitare l’occupazione, i lavori forzati in stato di semi-schiavitù e, non ultimo, i suicidi di massa, causati dal senso di smarrimento dovuto alla distruzione della loro fede e delle loro tradizioni. Nonostante il Congresso americano abbia riconosciuto ai Nativi la cittadinanza americana nel 1924, il loro diritto ad una piena identità storica e culturale è sempre stato negato. Robert Kennedy, durante la campagna elettorale per le presidenziali, definì il trattamento riservato agli Indiani d’America “una tragedia, oltre che  una vergogna nazionale”. Edward Sheriff Curtis, fotografo ed esploratore americano, dedicò gran parte della propria vita all’approfondimento delle origini e della storia dei Nativi americani, impegnandosi in numerosissime spedizioni mediante le quali riuscì ad avvicinare e fotografare un popolo il cui destino si avviava al crepuscolo. "The North American Indian", l’opera  monumentale che scaturì dai suoi viaggi, fu pubblicata nel 1930, dopo oltre 20 anni di lavoro. Lo spettacolo dedicato ai Nativi americani trae spunto da documenti, immagini e testi straordinari, per lo più tratti dal lavoro di Edward Curtis, delineando un universo fatto di costumi e tradizioni, spiritualità e musica, oltre a quel meraviglioso rapporto di amore e rispetto verso la natura che, solo oggi, la civiltà moderna rivaluta come reale strumento di tutela dell'ambiente.

[12-04-2009]

 
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