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Lottomatica facile con Rieti

successo agevole nel derby laziale, in attesa di test pił probanti

Obiettivo raggiunto, ma niente di più, almeno per ora. La Virtus Roma ritrova la vittoria nel derby laziale superando la disastrata Solsonica Rieti con un agevole cavalcata conclusa sul 99-75 (24-21; 47-39; 70-56). Risultato netto, mai in discussione neppure alla vigilia del match, in virtù dei problemi dei sabini, scesi nella Capitale con appena sei giocatori a disposizione. Ciò non scalfisce minimamente la tenacia della banda di coach Lardo,esemplare per impegno e abnegazione, e in partita per i primi venti minuti della contesa. Priva di Gabini (operato venerdì per la ricostruzione del tendine rotuleo destro, intervento ok, ora via alla lunga riabilitazione per tornare in campo nella prossima stagione), Brezec, ancora ai box per il fastidio al tendine d'achille, e all'ultimo minuto pure di De La Fuente, la Lottomatica combina poco nella prima parte di gara, subendo spesso le iniziative di Hubalek e la maggior voglia ospite. 

 Gentile dà fiducia a Becirovic e Douglas, i grandi presenti-assenti di Treviso, ma se lo sloveno risponde gradualmente pur con qualche riserva (vedi le 5 palle perse, e le solite amnesie difensive) non arriva niente dall'americano, che inchioda cinque punti subito e il resto a gara ampiamente archiviata, in mezzo un buco nero così profondo che lascia strani pensieri in attesa di test più complessi. Già perché per ottenere i due punti contro l'attuale Solsonica basta l'accelerazione del terzo quarto, quando due canestri in fila di Hudson e una delle quattro triple di Saniboy scrivono il +14, che significa pratica risolta. In mezzo a tanti punti interrogativi, di buono ci sono le conferme di Gigli e Tonolli, portatori sani di quella dedizione che diverse volte è sembrata mancare a buona parte dei primi attori di questa Virtus.

Il lungo romano ha infilato 11 punti, tirato giù 7 rimbalzi e distribuito 3 assist sprizzando quell'energia che, se a lui non è mai venuta meno, è stato lasciata spesso negli spogliatoi da qualche pedina più importante e ingombrante dell'ex Treviso. A proposito di esempi, la mossa più azzeccata di Gentile è stata la chiamata in panca a pochi secondi dalla sirena di capitan Tonolli, omaggiato dai tifosi dopo aver fornito per la seconda volta consecutiva un atteggiamento esemplare, e un solido contributo, sui due lati del campo.

A loro si accoda il miglior Gigi Datome di stagione, che se confermasse i progressi mentali prima che tecnici diventerebbe l'addizione più significativa per la Virtus in proiezione playoff; il suo score dice 20 punti (il migliore dei capitolini assieme a Becirovic), frutto del mirabolante 6/8 da tre, cui aggiunge 6 rimbalzi sotto il proprio tabellone, altro indizio delle enormi potenzialità del ragazzo sardo. Ma quella del derby è anche la partita dei record e delle stranezze: nella prima categoria rientrano il 20/32 dai 6,25 (con Becirovic a 4/6 e Tonolli a 3/4) e i 25 assist di squadra (5 Jaaber, 4 ciascuno per Becirovic e Hutson), mentre per la seconda sezione ci sono gli appena quattro liberi tentati e una vittoria giunta con più canetri (e tentativi) da tre che da due. Segnali singolari, regalati da un incontro singolare per molti aspetti, molti dei quali - specie quelli difensivi - vanno rivisti, e in fretta, in palestra. Anche perché gli altri (vedi Milano, Virtus Bologna, per non parlare di Siena) sembrano attualmente parecchio più avanti di una Virtus ancora troppo fragile. Di testa prima che di gambe. 

[12-04-2009]

 
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