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Macheda e Petrucci. ''Romani di nascita, inglesi d'adozione''

due gioiellini made in italy ''regalati'' al calcio estero

Macheda e Alex Ferguson

Sabato 4 aprile sarà un giorno che rimarrà nella storia di Federico Macheda, un giovane romano che compirà diciotto anni ad agosto e che potrebbe diventare una prossima stella del Manchester United di Sir Alex Ferguson.

Tutto succede per caso,Rooney è infortunato e Berbatov è squalificato, Macheda viene convocato in panchina e nella partita vinta dai red devils per 3-2 contro l'Aston Villa l'attaccante romano trova il goal della vittoria; subito i tabloid mediatici puntano i riflettori su di lui, ancora una volta il calcio italiano sforna dal vivaio giovani talenti che però sono costretti ad emigrare all'estero per cercare fortuna e cosi è stato sia per Macheda, ceduto dalla Lazio e sia per il suo compagno di squadra Petrucci che la prestigiosa società inglese ha prelevato dalla Roma.

Questi due piccoli calciatori studiano l'inglese e preparano la loro carriera calcistica;è stato così per Giuseppe Rossi, cresciuto e diventato popolare nel Manchester sempre grazie a Ferguson, una piccola esperienza nel Parma tanto per vedere come è fatta l'Italia prima di finire in Spagna al Villareal.

La legge Bosman degli anni novanta senza dubbio è stata la rovina del nostro calcio, si è puntato troppo sugli stranieri dagli ingaggi elevatissimi, trascurando il nostro vivaio che se fosse stato sfruttato di più avrebbe portato benefici ai nostri club e alla nostra nazionale.

Sabato santo sarà di scena all'Olimpico il derby fra Lazio e Roma, squadre bisognose di punti per raggiungere quei minimi traguardi che possano salvare una stagione non tanto brillante. Il laziale Macheda e il romanista Petrucci seguiranno la partita oltremanica, sempre se avranno interesse visto che molti calciatori che abbandonano il calcio italiano finiscono per non amarlo più come del resto disse un laziale di nome Paolo Di Canio che preferì per quattordici anni il calcio anglosassone a quello italiano, definito da lui in un'intervista triste e povero di spettacolo.

Marco Chinicò       

[06-04-2009]

 
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