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Presenze, paesaggi italiani

Le foto in bianco e nero di George Tatge esposte al Museo di Roma in Trastevere

"Cerco situazioni che possano trovare quei rimandi che sono dentro di noi". Con queste parole George Tatge, fotografo famoso, spiega le sue foto in bianco e nero esposte al Museo di Roma in Trastevere fino al 5 aprile nella mostra “Presenze. Paesaggi Italiani”, promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Roma. Foto che ritraggono scorci, paesaggi, particolari inediti del vasto e articolato territorio italiano attraverso un viaggio in bianco e nero ritratto in 76 foto, di cui dieci dedicate a Roma. Sono foto che sanno leggere quei particolari che di solito sfuggono agli sguardi comuni e vengono invece rimarcate dall'obiettivo di George Tatge. "Ho sempre vissuto in città, la campagna mi dà emozioni profonde. Credo molto in quegli archetipi che ci portiamo dentro da sempre - racconta il fotografo - Alberi, montagne e i loro significati precisi. Dovremmo essere capaci di ritrovare quelle sensazioni".

Nato ad Istambul nel 1951 da madre italiana e padre americano, George Tatge ha trascorso l'adolescenza tra l'Europa e il Medio Oriente prima di trasferirsi negli Stati Uniti. Laureato in letteratura inglese, iniziò a studiare la fotografia con l'ungherese Michael Simon. Un amore, quello per la fotografia, che inizia negli anni dell'adolescenza. "Ho iniziato ad amare la fotografia da quando mia madre mi ha regalato la sua macchina fotografica - continua George Tatge - la amo perché mi aiuta a pensare, a fare autoricerca. E' attraverso la foto che riesco a trovare me stesso".

Sono paesaggi, ma potrebbero essere considerati segni. Segni dell'uomo che esiste attraverso le tracce che ha lasciato nello spazio naturale e i mutamenti che ha imposto, attraverso l'impronta lasciata dal suo passaggio sulla terra. E' infatti, il rapporto “uomo-natura” il tema centrale di questa sequenza di scatti, in un confronto reciproco non pacificato anche se mai nettamente conflittuale. Sono fotografie di ambienti ma è come se fossero ritratti di uomini che in quegli ambienti vivono, o hanno vissuto, modificando quei luoghi. E' un viaggio in bianco e nero.

[03-04-2009]

 
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