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Mostra Granet: la natura romantica

fino al 24 maggio a villa Medici grande retrospettiva pittorica

 Di Manuela Navazio

Grande pittore romantico, innamorato dei paesaggi parigini e dei cieli di Roma, famoso tra i suoi contemporanei per le tele monumentali di soggetto storico. Francois-Marius Granet (1775-1849) è di scena all'Accademia di Francia con un'importante rassegna, aperta fino al 24 maggio. Esposte a Villa Medici le bellissime serie degli acquarelli che per la prima volta escono dal Musé Granet di Aix-en-Provence. "Sono almeno 15 anni che pensavamo a questa mostra - ha detto il direttore dell'Accademia di Francia a Roma Frededic Mitterrand presentando l'iniziativa alla stampa - Granet rappresenta un vincolo molto forte tra la pittura francese e quella italiana di primo '800''. 

 Ma quella di Villa Medici non è una monografica. L'interprete sensibile della religiosità romantica, che si identificava nel silenzio e le solitudini claustrali idealizzate da Chateaubriand (fu celebrato anche come peintres des capucins), lascia qui lo spazio all'eccellente paesaggista, capace attraverso le vedute del Tevere o della Senna di incidere profondamente nella tradizionale pittura di genere.

Proprio osando una tecnica complessa come quella dell'acquarello, che non consente pentimenti, Granet inventa un mondo al limite della dissoluzione della forma e legge il paesaggio in maniera evocativa e sentimentale, anziché naturalistica.

 Un percorso non dissimile a quello di Turner, ma il suo sguardo si fa più intimistico fino a scardinare la stessa composizione scenica della veduta.

 “Sperimentando questa tecnica e le sue trasparenze – ha sottolineato la curatrice della mostra Anna Ottani Cavina – l’artista ha creato immagini toccanti, che portano alle estreme conseguenze un modo abbreviato di fare pittura, collocandolo lungo un tracciato di modernità che da Valenciennes conduce a Corot e più tardi agli Impressionisti”.

 Le piccole tele allestite come in una quadreria lungo lo scalone di Villa Medici sono un susseguirsi di tagli, inquadrature, zoomate di paesaggi laziali, di lungo Senna, quasi a presagire l'avvento della fotografia che da lì a poco si sarebbe affermata.

[03-04-2009]

 
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