Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 13 dicembre 2017
 
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Cronache di reparto
 
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Il Professore

Stamattina il giro visite è insieme al Primario. Un corteo di camici bianchi che svolazzano deferenti dietro al Professore. Mi ricorda la scena di un film con Sordi, se non sbaglio era “Il medico della mutua”.

Arriviamo nella stanza del signor Hudorovic, un uomo sulla cinquantina di origini russe. Faceva il muratore fino a che non si è rotto una gamba. Sono tre mesi che non lavora, motivo per cui ha cominciato a bere. Pare si appoggi alla mensa della Caritas e viva di espedienti. O almeno così mi è parso di capire ieri. Sono rimasto un po’ con lui, ho intuito che aveva voglia di parlare. Mi raccontava un po’ in italiano e un po’ in inglese che in Russia ha una figlia diciannovenne che studia per diventare ingegnere. E’ un anno che non la vede. Ovviamente prima di entrare ho avvisato il Professore che si tratta di un paziente un po’ particolare.

“Allora, signor Hudorovic!Come va?” Esordisce il Professore.
Dubito che con quel corteo di vassalli e valvassori al seguito il signor Hudorovic abbia voglia di raccontare come se la passa. E difatti alle domande risponde a monosillabi.

La visita dura poco, in fondo si tratta di continuare la fisioterapia e tenere sotto controllo l’alcool. Prima di congedarsi il Professore non si risparmia e aggiunge solenne la chicca della giornata: “Signor Hudorovic!Bisogna al più presto riprendere il timone della barca in mano! Altrimenti rischiamo di affondare.”

Che metafora appropriata. Soprattutto mi chiedo quanto possa averne capito il signor Hudorovic, che a mala pena sa tre parole di italiano. Mi propongo di passare a trovarlo nel pomeriggio per vedere come sta. Senza dubbio parlare ieri gli ha fatto bene. Ma non ho fatto in tempo. A fine turno gli infermieri mi dicono che il signor Hudorovic dopo il giro visite si è allontanato in pigiama dicendo che andava al bar ma ormai è quasi sera e ancora nessuno l’ha visto tornare.

[02-01-2007]

 
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